Dopo che nei giorni scorsi aveva dichiarato "Voto sì al Referendum, in Italia se voti no diventi un testimonial, se voti Sì sei un lacchè", Pierluigi Diaco, il conduttore di Bellama' è diventato bersaglio di insulti e minacce. Minacce anche di morte, accompagnate da immagini a testa in giù con scritto "credere obbedire penzolare", a cui sono seguiti commenti violenti del tipo "si merita questo e anche di peggio". Il conduttore non ha commentato ma - secondo quanto riferito dal Secolo d'Italia - avrebbe denunciato con documentazione dettagliata gli autori di queste minacce e di questi insulti.
Intanto la politica ha espresso messaggi di solidarietà nei confronti del conduttore. "Solidarietà a Pierluigi Diaco per le minacce e gli insulti ricevuti a seguito delle sue dichiarazioni sulle intenzioni di voto", scrive il presidente del Senato, Ignazio La Russa sui social. "Chi non tollera le idee altrui non ha argomenti, ha solo odio", ha scritto il ministro Matteo Salvini.
"Desidero esprimere solidarietà a Pierluigi Diaco vittima da giorni di un linciaggio social a sfondo omofobo inaccettabile e vergognoso per aver espresso il proprio favore alla riforma della giustizia. Diaco è un professionista esemplare e ciò cui stiamo assistendo rappresenta una inaccettabile offesa alla libertà di pensiero e di voto. Mi auguro che tutti, a prescindere dall'appartenenza politica, facciano sentire la propria vicinanza a Pierluigi Diaco censurando senza alcuna ambiguità questo odio social", ha dichiarato il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Lucio Malan.
Anche il direttore del Giornale Tommaso Cerno ha espresso solidarietà al conduttore con il quale si era reso protagonista di un siparietto in cui hanno cantato per qualche minuti in diretta la
canzone vincitrice del Festival di Sanremo di Sal Da Vinci "Per sempre Sì". E per questa performance i due erano stati travolti da insulti omofobi come "Che schifo, non c'è niente che mi fa più schifo dei fr... di destra che cantano”.