Serenissimi in azione a San Marco Per il blitz tre anni in carcere

È la notte tra l'8 e il 9 maggio 1997, a pochi giorni dal bicentenario della caduta della Repubblica di Venezia (12 maggio 1797). Un gruppo di otto separatisti veneti, ribattezzati poi Serenissimi, occupa piazza San Marco a Venezia issando sul campanile la bandiera con il leone della Serenissima. Il gruppo è composto da Gilberto Buson, Cristian Contin, Flavio Contin, Antonio Barison, Luca Peroni, Moreno Menini, Luigi Faccia e Andrea Viviani. Il gesto vuole essere dimostrativo e ha grande eco mediatica. I Serenissimi rivendicano l'indipendenza del Veneto e fanno riferimento per certi aspetti alla Lega Nord di Umberto Bossi. Partiti da Padova con un «tanko», un mezzo blindato artigianale, i secessionisti hanno tute mimetiche e mitragliatori Beretta della Seconda guerra mondiale ma funzionanti. La mattina del 9 maggio scatta il blitz del Gis dei carabinieri che arrestano i Serenissimi. Alcuni dei separatisti verranno condannati e incarcerati, le accuse sono a vario titolo di attentato all'unità dello Stato e banda armata. Faccia, considerato uno degli organizzatori dell'operazione, nel 1999 è condannato a cinque anni e tre mesi. Chiederà la grazia, che non sarà concessa, sarà scarcerato nel 2002.

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