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La sinistra ancora in silenzio. Ma andò in visita da Cospito

Nessun commento sulla morte dei due anarchici. Eppure una delegazione dem si recò a Sassari dal detenuto

La sinistra ancora in silenzio. Ma andò in visita da Cospito
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Scorrendo la schermata delle agenzie non si trova uno straccio di dichiarazione da parte dei leader della sinistra sui fatti del parco degli Acquedotti: venerdì pomeriggio la polizia ha ritrovato i corpi senza vita di due anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone. I due, legati ad Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto al 41 bis, sarebbero morti nel crollo del casale agli Acquedotti, nel tentativo di testare un ordigno da usare per un attentato.
Nelle stesse ore una borsa sospetta con foulard con falce e martello è stata ritrovata in uno degli ingressi del ministero della Giustizia.
Due episodi, legati alla serie di allarmi bomba nelle ultime settimane, che certificano un livello tensione altissimo nel Paese.
Eppure, dalla sinistra arriva solo silenzio. In fila, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Giuseppe Conte ed Elly Schlein non dicono una parola. Nessun commento. La campagna elettorale sul referendum per la riforma della giustizia si chiude con le ultime fiammate. Mentre l’Italia rivive l’incubo terrorismo. La destra fa quadrato, il governo predispone le misure di sicurezza. La sinistra ignora l’emergenza. Anzi fino a qualche mese derideva gli allarmi.
C’è ora un passaggio politico che riemerge dalle cronache parlamentari che assume importanza. Il 3 febbraio scorso il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi tiene un’informativa in Parlamento sugli scontri di Torino al corteo di Askatasuna. Il capo del Viminale sottolinea un «salto di qualità» nelle manifestazioni di piazza, citando riunioni riservate tra pezzi del mondo antagonista e la sinistra radicale, rivelando infine il piano per colpire le istituzioni. Parole che Piantedosi aveva già pronunciato qualche mese prima, il 22 settembre alla festa di Forza Italia e ribadite il 16 febbraio 2026 in un’intervista al Giornale.
Gli allarmi di Piantedosi vengono derisi dalla sinistra. Attaccati da Bonelli e del M5s. Ignorati. Le opposizioni, come al solito, la buttano in rissa. Sorprende il commento di Matteo Mauri del Pd, parlamentare con esperienze di governo al Viminale, che banalizza le parole del ministro dell’Interno e sposta l’attenzione sul piano politico. Recuperiamo l’agenzia del 3 febbraio scorso: «Voi usate ogni occasione per strumentalizzare persone perbene che manifestano in modo democratico, parlandone come se fossero tutti dei delinquenti. Noi siamo qui a difendere le persone che fanno vivere la democrazia e che voi invece criminalizzate come provate a farlo per intere forze politiche. È inaccettabile». Intervento che avviene tra gli applausi di Elly Schlein. E più tardi è la stessa segretaria del Pd che sottovaluta le parole di Piantedosi in Aula: «Trovo gravissima la strumentalizzazione che è stata fatta da parte della destra e oggi anche dal ministro Piantedosi contro le opposizioni».
Il tenore degli interventi è questo. Parlano, attaccando il ministro dell’Interno, Appendino (M5S), Grimaldi (Avs), Bonelli (Avs) e Magi (Più Europa). A distanza di 50 giorni, i leader della sinistra non chiedono scusa. Anzi, restano in silenzio davanti ai fatti del parco degli Acquedotti.


D'altronde come non ricordare la famosa visita in carcere (in Sardegna) di una delegazione parlamentare dem, Andrea Orlando, Debora Serrachiani e Walter Verini all’anarchico Alfredo Cospito. L’uomo che secondo gli inquirenti sarebbe la mente degli attentati contro le istituzioni. E a cui sarebbero legati i due attivisti morti mentre preparavano una bomba.

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