Ignazio La Russa è intervenuto alla presentazione del libro “L’impronta” di Giancarla Rondinelli, rispondendo ai giornalisti anche a domande varie, tra cui una sui magistrati che possono essere condizionati da vicende mediatiche. A un certo punto, ha ricordato il presidente del Senato, “ci fu una proposta di schermare i nomi di magistrati” come avviene in Svizzera “ma io non l'ho mai trovata salvifica”. Sono, ha spiegato, “cose teoriche” e ha aggiunto “già mi vedo Ranucci che ne trova tre al posto di uno e altrimenti inventi. Perché Ranucci spesso inventa e se vuole mi quereli”. Nelle ore precedenti all’arrivo di La Russa nel complesso di Brera dove si è tenuto l’incontro, i muri delle strade circostanti sono stati tappezzati da cartelli come “Fuori i fasci dalle Università”, “Brera Antifa”, “Vogliamo i nostri diritti”.
Ma restando sul tema del libro presentato, il presidente del Senato ha detto anche la sua sul caso di Garlasco: questi sono i giorni che potrebbero segnare la pietra miliare della nuova indagine, riscrivere completamente la dinamica omicidiaria e i suoi colpevoli, ma il presidente del Senato preferisce la prudenza: “La Russa ci mette una x: nessun colpevole”. Questo, ha ammesso, “non sono un esperto, ma conosco Santanchè, che ha già deciso mesi fa chi è colpevole e chi è innocente, quali sono le motivazioni. Quindi se volete una soluzione dettagliata del problema, rivolgetevi a Daniela, sa tutto e magari c'indovina. Io invece molto più modestamente mi sono fatto un'altra opinione: che alla fine non ci sarà un colpevole”. Questo perché, ha spiegato, “è un processo che si trascina per tanti anni e che ha una ricostruzione due volte negata, poi accolta, adesso messa in discussione da una diversa e antitetica ricostruzione, che però è ancora quella dell'accusa, non è passata nemmeno al vaglio di un'udienza preliminare. Stasi ci ha messo cinque processi, se pensiamo che anche Sempio ce ne possa mettere cinque, io non ci sarò più quando sarà finito tutto, ma ricordatevi che la mia previsione è che alla fine non ci sarà un colpevole”. Quanto alla possibile revisione per Stasi, ha spiegato, “se l'ottima procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, una delle più brave, deciderà di far partire la revisione, la revisione lo manderà a casa. Se non parte, no”.
Intervenendo, invece, alla presentazione del libro di Annalisa Chirico e Matteo Piantedosi “Dalla parte delle divise”, a Milano, il presidente del Senato ha spiegato che quando si chiamano le forze dell'ordine “guai se non arrivano entro due minuti, guai se poi non usano la forza per difenderli, guai se fanno scappare il ladro che stava tentando di andare a casa loro.
Quindi, quando poi si passa dalla teoria alla pratica, dalla parte delle divise ci sono anche quelli che, durante i periodi in cui non hanno bisogno, scagliano pietre, non in senso metaforico, nei confronti di chi ha la divisa”.