Seguendo l’esempio di Bologna, a Torino c’è chi propone di distribuire gratuitamente le pipette per il crack ai tossicodipendenti. La proposta è del Partito democratico per fronteggiare quella che viene considerata come una “emergenza crack”: consegnare ai dipendenti dalla droga delle pipette sterili per infondersi in sicurezza la droga. “Non è il modello Bologna, è il modello Europa, è il modello che funziona”, ha dichiarato in una conferenza stampa Teresa Vercillo, segretaria del Circolo Pd Torino 6 Barriera Di Milano-Falchera. Un approccio che lascia molti interrogativi sul campo sulla sua efficacia ed eticità, anche perché per l’acquisto verrebbero ovviamente utilizzati soldi pubblici.
“Non un euro regionale per le pipette da crack. È questa la nostra posizione, netta e senza ambiguità, di fronte a proposte che rischiano di trasformare la lotta alla droga in una resa istituzionale. Per noi è un argomento chiuso in partenza”, ha dichiarato Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Piemonte e presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Lascaris, in riferimento alle parole dell’assessore alle Politiche sociali, Jacopo Rosatelli, sulla distribuzione di kit sterili. “Le istituzioni pubbliche non possono arrendersi, né tantomeno facilitare il consumo: distribuire strumenti per assumere droga significa legittimarla e abbassare la guardia su un fenomeno devastante. Diciamo un secco no alla normalizzazione del consumo di droga e a politiche che confondono assistenza con complicità”, ha aggiunto Ravello, sottolineando la fermezza di una linea che nel centrodestra è comune in ogni città.
Sebbene a Torino il problema esista, e sia grave, così come in altre città, l’esponente di Fratelli d’Italia ha sottolineato che “la risposta non può essere quella di accompagnare il consumo, bensì di contrastarlo con prevenzione, sicurezza e percorsi seri di recupero”. La droga, ha aggiunto, “non si normalizza, si combatte. E le istituzioni devono stare dalla parte della legalità, della salute e del futuro delle nuove generazioni”.
La diffusione del crack è una piaga gravissima, contro la quale servono misure serie e una politica d’impatto al pari di quella che è
stata in passato per la lotta all’eroina. I prezzi bassi e la facilità di preparazione e recupero sono due dei problemi più gravi, che richiedono riflessioni serie che non devono limitarsi alla fornitura del kit per drogarsi.