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Il video choc del grillino Pedullà dal palco di Hannoun: “So che molti di voi mi hanno votato…”

L'euoparlamentare 5S parla dal carro dell'associazione di Hannoun rivolgendosi ai pro Pal. E accanto a lui c'è il responsabile della filiale milanese dell'Abspp

Il video choc del grillino Pedullà dal palco di Hannoun: “So che molti di voi mi hanno votato…”
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“Io sono un parlamentare europeo eletto a Milano dal Movimento Cinque stelle, eletto a Milano, e so anche da molti di voi”, dice l’europarlamentare Gaetano Pedullà rivolgendosi a una platea di pro Pal.

Ma, come vi mostriamo in esclusiva in questa foto estratta da un video, vicino a lui c’è Raed Dawoud, il responsabile della filiale milanese dell’Abspp, l’associazione di Hannoun al centro dell’inchiesta della procura di Genova, presunto veicolo di milioni e milioni di euro raccolti con la scusa della beneficenza che sarebbero stati poi destinati ad Hamas.

Dawoud oggi è in carcere in custodia cautelare per il reato 270 bis del codice penale che punisce chiunque promuova o finanzi il terrorismo. Così come Mohammad Hannoun, che secondo l’accusa rappresenterebbe il capo della cupola di Hamas in Italia, “lo sceicco” Riyad Albustanji e l’altro gestore della filiale del capoluogo lombardo, ovvero Yaser Elsaly.

Ma c’è di più, perché Pedullà parlava direttamente dal carro dell’Api, l’altra associazione di Hannoun, dicendo di avere contezza di essere stato votato da “molti di loro”. Che cosa voleva dire? Perché non ha mai preso le distanze da soggetti che, oggettivamente, hanno frequentato i vertici del Terrorismo palestinese?

Ma niente, lui preferisce continuare a parlare di genocidio e dare lezioni a un gran giornalista come Antonino Monteleone nella sua trasmissione “Linea di confine”, quando ancora nessun tribunale si è espresso e, anzi, il presidente della Cpi pochi giorni fa in un’intervista, ha spiegato come non ci siano ancora prove sufficienti per definirlo tale e che le indagini sono ancora in corso.

Forse il volto del partito di Giuseppe Conte dovrebbe ricordare che, per stabilire se si tratti o meno di genocidio, non si fa una conta delle vittime, ma si deve stabilire se alla base del conflitto ci sia la volontà e l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, in quanto tale.

Cosa che non è alla base del conflitto, anche perché origina da Hamas. La stessa Hamas che con quel 7 ottobre ha tentato di mettere in pratica ciò che scrisse nella sua carta fondativa del 1988: “Israele esisterà e continuerà a esistere finché l’Islam non lo eliminerà”.

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