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Gli iraniani festeggiano la morte di Khamenei e chiedono all'Occidente di abbattere il regime

Tra le bandiere della Persia e degli Usa sono molte quelle di Israele oggetto della ritorsione di Teheran

Tante le manifestazioni pro Iran in giro per il mondo
Tante le manifestazioni pro Iran in giro per il mondo
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Anche ieri a Milano tanti iraniani sono scesi in strada, questa volta davanti al consolato Islamico di viale Monte Rosa, per celebrare quello che considerano un "aiuto umanitario", l'attacco portato da Stati Uniti e Israele contro il regime degli Ayatollah. Tra canti, balli, ragazze che si abbracciano e bottiglie di spumante, riferisce l'agenzia Nova, nessuno si illude che le cose cambieranno immediatamente con la morte di Khamenei. Intanto la comunità ebraica è preoccupata per la propria sicurezza e chiede al prefetto di rafforzare i controlli. "Sappiamo che la nostra lotta non finisce qui perché la sua morte indebolisce tantissimo il regime, ma nel regime ci sono i suoi successori, quelli che l'hanno fondato e quindi non vedremo un cambiamento attraverso loro", spiega Mojdeh Karimi, vice presidente dell'Associazione Italia-Iran. Ed è lei stessa a dire che "questo non è un attacco all'Iran, ma al regime degli Ayatollah e noi come popolo lo consideriamo un aiuto umanitario perché senza questo intervento il popolo iraniano a mani nude non ce la può fare contro un regime che continua a massacrare chi protesta". Tra le bandiere della Persia e degli Usa sono molte quelle di Israele oggetto della ritorsione di Teheran.

"Nell'attacco della mattina - spiega il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi - ci sono stati otto morti e diversi feriti, molti bambini. Il regime si difenderà fino all'ultimo, ma non c'è niente da fare perché adesso tutto il Medio Oriente cambierà".

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