Istat, 2,5 milioni di lavoratori irregolari nel 2010 Agricoltura e servizi i maggiori settori colpiti

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I lavoratori italiani con un contratto non in regola sono 2,5 milioni. La cifra, resa nota dall'Istat in relazione al 2010, fa registrare una leggera flessione rispetto agli anni precedenti. Settori più colpiti quello agricolo e quello dei servizi
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Roma - Un lavoratore italiano su dieci non ha un contratto in regola. Lo rivela l'Istat, rendendo note le percentuali relative al 2010. Sarebbero all'incirca 2,5 milioni, secondo l'Istituto statistico, gli occupati con un contratto non regolare, buona parte dei quali impiegati nel settore agricolo, in servizi, commercio e servizi domestici. 372.000 gli irregolari impiegati nell'agricoltura, una cifra che fa registrare un 37,4% di sommerso nel settore. Dato rilevante, che però fa segnalare un calo rispetto a vent'anni fa, quando la percentuale di lavoratori irregolari del settore era pari al 48,5%.

Commercio e servizi i settori a rischio Notevole anche il numero degli irregolari impiegati nel settore dei servizi, che con 1.792.000 lavoratori, il 10,6% del settore, fa registrare una cifra record, seppure in lievissimo calo rispetto al 2009, in cui gli irregolari erano 1.822.900. Tra le aree più a rischio quella del commercio, con un 7,4% di irregolari, seguita a breve distanza dai servizi domestici presso le famiglie. L'Istat non fornisce dati specifici relativi al 2010 per questo settore, facendo però notare come negli ultimi anni la percentuale di sommerso nel settore abbia ampiamente superato il 50% degli impiegati. Più confortanti le cifre relative all'industria, in cui il sommerso si attesta su una percentuale del 5,7%, intorno alle 384.000 unità. Se ai dati si esclude poi il settore delle costruzioni, la percentuale scende ulteriormente, raggiungendo il 4,4% del totale. Una percentuale bassa rispetto ad altri settori, ma che segna il valore più alto degli ultimi 9 anni.

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