Surreale: 82 romanzi in corsa allo Strega

Difficile trovare un libro che non sia candidato. Il pronostico? Vince Chiara Valerio

Surreale: 82 romanzi in corsa allo Strega
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Quest’anno sono ottantadue i candidati al riconoscimento letterario degli Amici morenti della domenica, tanto basta agganciare un giurato amico, e poi poter mettere la fascetta «candidato al Premio Strega». Grandi editori, medi editori, piccoli editori, editori mai sentiti, perfino un romanzo senza editore, autopubblicato, perfino l’amico della domenica Fulvio Abbate che prima si autocandida, poi gli spiegano che non è possibile, poi arriva l’amica Sandra Petrignani: ti candido io? Mmm, ora ci penso, e dopo un giorno che ci ha pensato, accetta.
Una montagna incantata di carta con un comitato soporifero, da Petrocchi alla Maraini a Pedullà, il quale secondo gli ingenui si leggerebbe ottantadue romanzi in un mese quando al massimo i giurati si leggono tra di loro, come i candidati del resto. Ogni anno la stessa storia, ogni anno ti dicono che le cose sono cambiate, i criteri sono cambiati, rigirando la minestrina dei romanzini standard per giovani vecchi o vecchi giovani che non ricorderà nessuno, anche perché la cinquina dello Strega non è come la cinquina della Tombola, a cominciare dal fatto che in realtà sono gli editori a decidere su chi puntare, e candidano chi ha lavorato più per intrallazzarsi con tutti e chi ha più possibilità di vendere in quella categoria che Dwight Macdonald denominò Midcult. Nessuno dice no grazie, prima si candidano, si fanno candidare, ormai tutti, poi se ne lamentano. No grazie, eppure se sei uno scrittore ti verrebbe naturale non ambire a un premio di massoneria mercantil-narrativa.
No grazie io lo dissi a Avanzini che voleva candidare una parte della mia Trilogia allo Strega, e anzi gliela tolsi e la diedi a Mondadori. No grazie l’ho detto l’altro giorno alla produzione dell’Isola dei famosi, come gli sia venuto in mente io nessuno lo sa, forse un complotto per uccidermi. No grazie l’ho detto ieri anche alla redazione di Farwest di Salvo Sottile su Rai 3, che voleva invitarmi a parlare proprio del Premio Strega.


In ogni caso un pronostico: oh, tra gli ottantadue gatti miagolanti per il premio c’è Valerio Chiara, con Chi dice e chi tace (sospettosamente non pubblicata da Einaudi ma da Sellerio), un romanzino familiar-femminista che nell’Ottocento sarebbe sembrato già datato, e Valerio è una donna in carrierissima, candidata dal Pd per le europee, direttrice di Più libri più libri (inutili), sorpasserà tutti e in cinquina possiamo dire che già c’è. Perché a questo serve lo Strega: a fare carriera, non certo a essere consacrati scrittori dagli impiegati della gastronomia narrativa, signore mie.

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