Un letto di cartoni e libri «in prestito»: i cinesi sfrattati occupano la biblioteca

La casa l’hanno spostata di qualche centinaio di metri, non di più. Sempre nel pieno centro della città. Milano, biblioteca del Parco Sempione. I cinesi che prima avevano trasformato i ponteggi dell’Arco della Pace in un vero e proprio dormitorio, ora hanno cambiato residenza e al posto delle impalcature sotto alle volte, usate come camere da letto, ci sono gli spazi della biblioteca del Parco. Che è chiusa da tempo per restauro. Anzi, i lavori sarebbero dovuti finire ad aprile 2010 come dice il cartello appeso a una delle vetrate d’ingresso e invece non sono ancora terminati. Se ne riparlerà a settembre, forse.
Intanto, sul retro della struttura, ci sono cartoni, lenzuola appese alla balaustra e i segni di quel che rimane di notti all’aperto. Come quelle che avevano passato nella pancia dell’Arco prima della primavera e prima che gli agenti della polizia locale li sorprendesse all’inizio di aprile scorso. Loro, i diciotto cinesi che dormivano all’hotel della Pace dopo la retata avevano lasciato il loro dormitorio, ma ci erano tornati poco dopo. Incuranti delle regole e della legge. Aprendosi un varco attraverso una lamiera, si introducevano all’interno dell’impalcatura che circondava il monumento. Dentro ci portavano sacchi a pelo, tende, avevano trovato persino il modo di allacciarsi alla corrente elettrica. Avevano sistemato le loro cose al secondo piano, diciamo così, all’altezza cioè del secondo ponteggio in modo da non farsi vedere dall’esterno, dal momento che l’unico visibile era il primo. Era stato proprio un comando dei vigili a dire che qualcuno dormiva all’interno dei ponteggi e ora che le impalcature non ci sono più hanno dovuto trovare un altro rifugio.
Stranieri, extracomunitari che si sono trasferiti alla biblioteca. Sul retro della struttura c’è un nordafricano nascosto tra i cespugli, mentre un altro passeggia con un libro in mano. Per terra, accanto a un pezzo di cartone e un indumento, qualcuno ha lasciato un libro aperto. Ci sono delle immagini dipinte, dei quadri del Masaccio. Come se fosse l’ultima lettura prima di addormentarsi all’hotel del Parco.

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