In Piazza Compasso d'Oro, proprio di fronte all'ADI Design Museum, è comparsa stamattina un'installazione, che non si limita a movimentare l'arredo urbano milanese, ma mira a introdurre la mostra "NODI".
È l'"Icosaedro" di Mario Botta, opera autonoma e al tempo stesso complementare al percorso espositivo dedicato al legno trentino. Si presenta come una mini-architettura lignea dalla geometria solida e rigorosa che lavora per sottrazione e precisione, aprendo varchi visivi calibrati verso l'esterno e trasformando lo spazio pubblico in un luogo di osservazione e misura.
Botta, da sempre interessato a un'architettura capace di stabilire relazioni chiare tra forma, materia e contesto, costruisce qui un piccolo rifugio contemporaneo che dialoga con il paesaggio alpino pur trovandosi nel cuore di Milano. Il riferimento dichiarato è il "Cabanon" di Le Corbusier, realizzato nel 1951 a Cap Martin e pensato come spazio minimo per abitare il mare. Ma se l'opera corbusiana era un esercizio radicale sul rapporto tra corpo, misura e orizzonte marino, l'"Icosaedro" di Botta sposta l'attenzione sulla dimensione montana, sulla verticalità e sulla relazione con un paesaggio fatto di stratificazioni e profondità. In questo passaggio si legge tutta la distanza e al tempo stesso la continuità tra i due maestri: da un lato la razionalità modulare di Le Corbusier, dall'altro la tensione plastica di Botta, che affida alla geometria pura il compito di costruire senso.
Inserita nel contesto della mostra "NODI",
l'opera introduce il tema del legno come materia identitaria, ne esalta la capacità strutturale ed espressiva, e ribadisce il valore del progetto come strumento di connessione e legame stretto tra cultura, territorio e impresa.