Franciacorta, il paradiso del vino lombardo

La Franciacorta è la regione italiana in cui si produce dai tempi antichi vino frizzante e fermo: la sua storia si intreccia proprio con la coltivazione delle viti

Franciacorta, il paradiso del vino lombardo

La Franciacorta si trova in Lombardia, a sud del Lago d’Iseo, tra i fiumi Oglio e Mella. L'area comprende un ampio territorio fatto di terreni agricoli di origine morenica: questa caratteristica ha permesso da tempo immemore una vivace viticoltura. D'altronde, oggi dire Franciacorta al ristorante o al bar equivale a chiedere dei vini ben specifici, con una storia antica e tante suggestioni.

Storia della Franciacorta e del suo vino

La storia e la cultura della Franciacorta si intrecciano inevitabilmente con il vino. Questo territorio fu abitato già in epoca romana e la viticoltura fu da subito un’attività preponderante, fatto che risulta anche in diversi scritti, storici e poetici, della letteratura latina. Tra le popolazioni più antiche, oltre ai romani, qui vissero i galli e successivamente i longobardi, ma in questo caso si è già in epoca medievale.

Il Medioevo fu proprio l’inizio di un periodo d’oro per quanto riguarda la produzione vinicola in questo territorio, grazie soprattutto alla spinta delle corti monastiche che praticavano la viticoltura fin dall’VIII secolo. È in questo periodo che la storia della Franciacorta si intreccia con quella di Adelchi e del figlio Desiderio, personaggi storici che furono trasfigurati quasi nella mitologia dall’opera di Alessandro Manzoni.

Sempre nel Medioevo, la regione visse un periodo di grandi lotte politiche e alcuni luoghi furono amministrati dai ghibellini, tanto che Dante Alighieri vi visse per un periodo dopo il suo esilio. Seguì un periodo guelfo e poi l’annessione alla Repubblica Veneta nel XV secolo: fu allora che vennero costruite le torri con i merli che adornano - artisticamente e storicamente - la Franciacorta, e che ne furono delimitati i confini.

Nel XVI secolo venne stampato “Libellus de vino mordaci” di Girolamo Conforti, uno dei primi saggi a trattare la fermentazione naturale del vino. Fu proprio lui a definire per primo le bollicine “mordaci”, annotando anche delle questioni relative alla produzione basate sulla propria esperienza: nel tempo i produttori, partendo anche da quell’osservazione, riuscirono a migliorare il prodotto e a farlo restare buono a lungo.

Per il resto, alla fine del regno veneziano, all’avvento delle repubbliche napoleoniche, il territorio seguì le fasi politiche che furono comuni al resto d’Italia fino alla sua unificazione. Fino all’Unità, i vini - sia quelli “mordaci” ossia frizzanti che quelli fermi - furono consumati solo a livello locale. Ma dal Secolo Breve in poi iniziò una diffusione massiccia, che culminò nel 1967 con il riconoscimento della denominazione geografica.

Leggende della Franciacorta

La prima volta in cui il nome della regione risulta in un testo scritto risale al 1277, quando “Franzacurta” si legge nello statuto municipale di Brescia. Non si conoscono però bene le origini del nome, secondo alcuni dovuto al passaggio e alla permanenza dell’imperatore Carlo Magno.

I francesi però sono legati a una leggenda trascritta nel XIX secolo dall’eroe risorgimentale Gabriele Rosa. Durante la discesa degli Angiolini verso il Regno di Napoli nel XIII, i soldati, ebbri di vino locale, iniziarono a infastidire le giovani di Rovato, uno dei comuni del territorio, venendo cacciati poi da una sommossa popolare guidata da un pellaio. Due secoli dopo, a Rovato si scatenarono inoltre i vespri, per cacciare i francesi che erano nemici della Repubblica di Venezia di cui la Franciacorta faceva parte.

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