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L'Orologio di Leonardo regolatore del tempo

Il meccanismo perfettamente funzionante, ricostruito da un esperto di meccanica storica

L'Orologio di Leonardo regolatore del tempo
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Vi ricordate Non ci resta che piangere, il capolavoro della comicità anni '80 con Massimo Troisi e Roberto Benigni improvvisamente catapultati a fine Quattrocento alle prese con un Leonardo da Vinci che riesce addirittura a inventare il treno a vapore? Ebbene, al Museo Leonardo3 (Piazza della Scala, ingresso Galleria Vittorio Emanuele II) ci andiamo molto vicini, grazie alla messa in funzione nientemeno che un orologio meccanico progettato dal genio toscano intorno al 1490, durante la sua permanenza a Milano. Il progetto espositivo "Leonardo e la misura del tempo" indaga una delle sue ricerche più affascinanti: lo studio di strumenti in grado di scandire con precisione scientifica il trascorrere di minuti, ore e giorni. Giovedì 5 marzo due nuove macchine entrate a far parte della collezione permanente lo scorso dicembre verranno attivate in un evento speciale aperto al pubblico. A dare il "la" al nuovo allestimento, alle 18 in punto, sarà il noto youtuber, scrittore e divulgatore scientifico Adrian Fartade che parlerà del suo amore per la scienza e le invenzioni leonardesche. "Di Leonardo - dice - sono rimasti tantissimi disegni, scritti, opere di ogni tipo, ma possiamo solo immaginare il suo stupore e la sua meraviglia davanti al mondo".

L'Orologio (dal Codice Madrid I, f. 27v) e il Regolatore del Tempo (dal Codice Atlantico, f. 754r), straordinarie ricostruzioni perfettamente funzionanti, sono state realizzate con dettaglio millimetrico dal maestro artigiano Alberto Gorla, tra i maggiori esperti al mondo di meccanica storica, insieme al suo assistente Angelo Brunoni. Molti i mesi di studi e approfondimenti necessari sui manoscritti originali. Il risultato ha dell'incredibile: "Pur non essendo ancora note le leggi fisiche del pendolo - spiega Edoardo Zanon, direttore scientifico del Museo - la macchina riprodotta dal Codice Atlantico funziona sorprendentemente bene grazie a un elemento oscillante". Nel Codice Madrid troviamo un modello provvisto di "scappamento a verga", antesignano dei ritrovati più moderni. C'è anche un sistema di correzione: nei disegni, Leonardo riporta infatti un piccolo peso applicato alla "ventola", regolabile in altezza per modificare il periodo di oscillazione, un'intuizione ripercorsa da C. Huygens solo nel secolo successivo.

È tutto pronto, dunque, per ascoltare il "suono del tempo" generato da dispositivi concepiti oltre cinque secoli fa. Anche se non viene spesso ricordata, insieme al volo e all'ingegneria idraulica la misurazione del tempo occupa un ruolo centrale fra gli interessi del Leonardo progettista. Durante il soggiorno milanese alla corte degli Sforza, il maestro studia congegni in grado di regolare il moto mediante una forza esterna e perfeziona lo "scappamento", meccanismo che controlla la caduta del peso e ne regola la velocità. L'impresa non era delle più semplici, poiché i meccanismi per misurare il tempo erano ancora soggetti a notevoli imprecisioni.

L'esposizione offre un'occasione unica per entrare nel laboratorio di Leonardo, dove arte, scienza e ingegneria si intrecciano nella ricerca di un ordine cosmico. E non si parla solo di orologi: la collezione permanente del Museo vanta oltre 200 modelli interattivi in 3D e ricostruzioni fisiche funzionanti, molte delle quali inedite (www.leonardo3.net).

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