L'ultimo mistero di Cristoforo Colombo: nacque a Cogoleto, non a Genova

Lo sostiene una bibliotecaria e archivista astigiana, Anna Maria Salone, autrice di uno studio su una causa d'eredità intentata da un certo Bernardo Colombo nel 1582

Cristoforo Colombo è nato a Cogoleto, nel ponente ligure, e non a Genova: lo sostiene una bibliotecaria e archivista astigiana, Anna Maria Salone, autrice di uno studio su una causa d'eredità intentata da un certo Bernardo Colombo di Cogoleto intorno al 1582, presentato oggi, 29 maggio, nella cittadina in occasione di due giorni di festa in onore del grande concittadino ritrovato.
Il volume, scritto insieme a Antonio Calcagno, si intitola «Svelati i segreti di Cristoforo Colombo. Dalla nascita dell'ammiraglio alla causa ereditaria intrapresa da Bernardo Colombo di Cogoleto» ed è frutto di quattro anni di ricerche e della volontà di rivalutare la figura di Bernardo Colombo di Cogoleto che nel 1582-83 quando aveva una quarantina d'anni intentò una causa contro gli eredi spagnoli del navigatore perché gli fosse riconosciuta la sua parte. Andò in Spagna e non ebbe fortuna, anzi fu incarcerato con l'accusa di falso per aver mostrato della documentazione contraffatta.
«In realtà Bernardo Colombo di Cogoleto aveva prodotto quattro testimonianze di abitanti di Cogoleto riconosciute valide dal tribunale della Repubblica di Genova - spiega la ricercatrice, nata ad Asti e vissuta a lungo a Genova dove ha lavorato all'Archivio di Stato e come bibliotecaria -. A Genova dunque quella documentazione era valida a tutti gli effetti, ma in Spagna invece avevano dei documenti veramente contraffatti ma ritenuti validi e quindi Bernardo ebbe la peggio».
Salone spiega di aver trovato le prove dell'onestà del ponentino Bernardo nell'Archivio General de Indias di Siviglia e a Madrid. La prova madre sarebbero due documenti che risalgono alla fine del Quattrocento in cui si dice chiaramente che Cristoforo era di Cogoleto. «Io non so se quei documenti fossero in possesso dei contendenti all'epoca della causa ereditaria, certo esistevano già ai primi del '500 - continua la ricercatrice, oggi in pensione - ma allora non c'era interesse immediato a stabilire gli eredi reali, anzi gli eredi spagnoli non volevano che il patrimonio andasse via dalla Spagna».
Alla storia della reclusione di Bernardo Colombo, marinaio e analfabeta, s'intreccia quella di un altro pretendente all'eredità: Balsadarre Colombo di Cuccaro di Monferrato, giureconsulto e quindi esperto in questioni legali, che andò a chiedere un sussidio per parenti anche se lontani agli eredi spagnoli per sentirsi rispondere da una pronipote di Colombo di non aver alcun diritto perché il navigatore delle tre caravelle era di Cogoleto. Purtroppo Bernardo non potè gioirne in quanto nel frattempo era morto. Quanto alla linea ereditaria, secondo Salone, Bernardo da Cogoleto sarebbe discendente di uno dei vari fratelli di Cristoforo Colombo da Cogoleto, che potrebbe non essere mai andato in America.
Il libro è edito da Brigati col supporto del Comune di Cogoleto, che in occasione della presentazione del volume ha indetto due giorni di festeggiamenti con cortei storici, sbandieratori e musicisti e ha anche inaugurato una nuova targa su una casa da tempo attribuita a colui che suo malgrado, scoprì per l'Europa le Americhe.

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