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"Mafia a Milano", è già lungo ottant'anni il romanzo criminale di affari e delitti

Tra delinquenza, alta finanza, politica e oggi anche sport. In un libro tutti i personaggi e le vicende della criminalità

"Mafia a Milano", è già lungo ottant'anni il romanzo criminale di affari e delitti
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'ndrangheta, Cosa nostra, Camorra. Da Joe Adonis alla cronaca odierna dei processi Hydra e Doppia curva. Dagli anni Cinquanta a oggi, è un romanzo criminale lungo ottant'anni che ha l'unico difetto di non essere finzione quello raccontato dai giornalisti d'inchiesta Mario Portanova, Giampiero Rossi e Franco Stefanoni in "Mafia a Mlano e in Lombardia" con l'introduzione di Nando Dalla Chiesa per Zolfo editore (848 pagg, 32 euro). La corposa riedizione di un lavoro già pubblicato nel 1996 per Editori riuniti e nel 2011 per Melampo a dimostrazione di un storia che ha ancora drammaticamente bisogno di aggiornamenti.

Affari e delitti: nell'ordine, come sentenzia lapidario il sottotitolo a dimostrare come il sangue sia sempre più sostituito da un denaro che mai come in questo caso è sterco del demonio. Infetto e infettante. Veleno in una città che ha il business nel dna e del profitto fa sempre più spesso ragione di vita. E quindi di malavita. Perché "abbiamo impestato tutta Milano", dice ai magistrati sul "consorzio delle mafie" uno dei protagonisti dell'attualissima inchiesta Hydra, dopo essere diventato collaboratore di giustizia. Là dove il capoluogo è solo il modo per indicare le ramificazioni in un'area molto più vasta che comprende ovviamente tutto il ricco hinterland, ma poi anche Brianza, Comasco, Lecchese, Pavese, Varesotto.

Una storia che parte dal capitolo delle "Radici", dal "Bello come un Adone", lo scugnizzo a New York. E quindi dopo che "In principio fu un caciocavallo" ecco il secondo capitolo con "La stagione dei gangster" dove protagonista diventa la Mala del Bel René tra "Croupier e cagnotte", del Tebano Epaminonda e di Turatello. Una stagione spesso raccontata con venature di romanticismo, forse caramellato dalla distanza temporale che diventa preludio al terzo capitolo "Finanza nera alla milanese" con Calvi e Sindona. Poi lo snodo purulento dell'urbanistica. inquietante il racconto della penetrazione delle mafie nei quartieri che traccia una mappa del crimine tra Ponte Lambro, Fort Apache Bruzzano, i regni dei Flachi e Coco Trovato, i Crisafulli e Quarto Oggiaro, Piazz Prealpi, "Disperato Stadera", Calaiò e la Barona di Nazza. Un racconto che si snoda criminale e crudele con la "Santissima alleanza", Papalia e Sergi, l'assalto alla politica e infine anche allo sport con le "Ombre a San Siro", quelle di Boiocchi e Beretta, Bellocco e Calbrò, "Lucci & partners", spregiudicati capi ultras che affamati di potere e denaro hanno portato 'ndrangheta e malavita nelle curve di Inter e Milan. Ma per non rimanere schiacciati da tanto male, "Mafia a Milano ricostruisce anche la nascita e lo viluppo del movimento antimafia: persone, associazioni, circoli e gruppi accademici "che al negazionismo hanno fatto da argine, anche a prezzo di polemiche e minacce".

E così il libro è dedicato a Jole Garuti, insegnante e attivista di Libera, scomparsa nel 2025 "dopo una vita spesa nell'educazione alla legalità di generazioni di studenti. Lombardi e non solo".

"Mafia a Milano e in Lombardia", domani martedì 28 aprile alla Casa della Memoria in via Confalonieri 14 con gli autori, la vicesindaca Anna Scavuzzo e la procuratrice di Venezia Alessandra Dolci.

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