Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell'Anm. Giudice del lavoro a Palermo e membro della corrente Magistratura Indipendente, il 43enne è stato il candidato più votato alle elezioni di gennaio 2025 per il rinnovo del comitato direttivo dell'Associazione. Subentra a Cesare Parodi, che ha lasciato l’incarico "per gravi ragioni familiari" ma che resterà nel Cdc.
Chi è Giuseppe Tango
Indicato dallo stesso Parodi a nome del gruppo di Magistratura Indipendente, Tango è stato eletto con 31 voti e un astenuto. In precedenza aveva fatto parte della Giunta esecutiva centrale guidata da Parodi, nel suo percorso associativo figura anche l’incarico di presidente della Giunta sezionale dell’Anm di Palermo.
Considerato volto di spicco della corrente più conservatrice, il nuovo presidente dell’Anm viene descritto come poco mediatico ma molto determinato, come testimoniato dall’impegno profuso per il No nel corso della campagna elettorale per il referendum della giustizia. Tra le sue dichiarazioni più forti, l’appello per “arginare la deriva autoritaria”, come riportato dal Riformista.
"Da domani ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, li viviamo quotidianamente, e riannodando, se fosse possibile, i nodi di un autentico dialogo con l'interlocutore politico", le parole di Tango subito dopo la sua elezione. "L'Anm non è e non sarà mai un partito politico", ha poi aggiunto, rimarcando che "l'Anm entra nel dibattito pubblico soltanto per dare il suo contributo di carattere tecnico, per cercare di migliorare il sistema giustizia. Questo è il compito che ci siamo assegnati, questo è lo scopo statutario e a questo noi ci atterremo".
Per quanto concerne Parodi, nel corso della riunione si è svolto il discorso di commiato: "Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia e l'Anm ha bisogno di un presidente a
tempo pieno" ha detto, "è stata un'esperienza straordinaria che mi ha dato molto, ma la vita a volte ci impone delle scelte che non possiamo eludere e credo che in questo senso la mia scelta sia stato un passaggio obbligato".