Milanesi promossi nella raccolta differenziata. Nel 2010 nella provincia di Milano i rifiuti di imballaggio pronti per essere riciclati sono stati 269.755 tonnellate ovvero 88,1 Kg per cittadino. Separare correttamente gli imballaggi, ridurne il volume, dividere quelli composti di più materiali, togliere i residui di cibo, non confondere il vetro con porcellana o ceramica, imparare a riconoscere e destinare l'alluminio, l'acciaio, la plastica; fare uno sforzo in più e portare il legno alle isole ecologiche comunali. Basterebbe che i cittadini seguissero scrupolosi questo decalogo e la raccolta differenziata sarebbe «di qualità» ovvero superiore rispetto a quella che viene solitamente fatta per pigrizia o distrazione, e in grado non solo di produrre benefici ambientali, ma anche di accrescere il «guadagno» del proprio Comune.
Esiste, infatti, un accordo Anci- Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) che prevede un corrispettivo per i Comuni in funzione della qualità della raccolta: nel 2010 gli imballaggi da riciclare del milanese hanno fruttato oltre 24 milioni di euro.
Per informare e stimolare la cittadinanza ad una raccolta più consapevole e di qualità, il Conai, in collaborazione con Anci e il Ministero dell'Ambiente, sta attraversando l'Italia con l'educational tour «Raccolta 10 Piu» che ha fatto tappa a Milano. L'obiettivo: diffondere le regole base di una buona raccolta perché i cittadini possano separare gli imballaggi nel modo corretto.
La raccolta differenziata in Italia fa comunque passi avanti considerando ad esempio che il Belpaese è al primo posto in Europa per il riciclo di alluminio (nell'ultimo anno sono stati recuperati l'80% degli imballaggi). «I milanesi - ha fatto notare il direttore generale Conai, Walter Facciotto - sono abbastanza bravi, ma c'è da considerare che a Milano si è avvantaggiati perché c'è un sistema di raccolta porta a porta.
Milanesi promossi nella raccolta differenziata
Nel 2010 nella Provincia di Milano i rifiuti di imballaggio pronti per essere riciclati sono stati 269.755 tonnellate ovvero 88,1 Kg per cittadino. Una montagna di rifuti che vale oltre 24 milioni di euro, grazie all'accordo Anci- Conai che prevede un corrispettivo per i Comuni in funzione della qualità della raccolta
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