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Cronaca locale

Beppe e Attilio, scintille olimpiche

Il sindaco: "Stiamo fermi, governatore con me". La replica: "Io favorevole"

Il Comune: "Stop ai diesel dal 2025"

Tregua olimpica? Non proprio. Il presidente del Coni Giovanni Malagò avrebbe tanto voluto parlargli candidature ai Giochi invernali 2026 con un nuovo governo eletto ma invece gli e toccato anticipare i tempi anche perché Beppe Grillo, candidando Torino, gli ha un po' scombussolato i piani. Che coinvolgevano (e coinvolgono) Milano che sarebbe stata già proposta al Cio come sede papabile con una lettera di disponibilità. Non si doveva sapere e invece si è saputo e così la situazione di è intricata. Polemica con Torino ma anche tra Palazzo Marino e il Pirellone: «La designazione spetta al Coni. Milano non si candida- ha annunciato perentoriamente il sindaco Giuseppe Sala- Qualora il Coni decidesse che la nostra è una buona candidatura, guarderemo con interesse la cosa e saremo più che disponibili a parlarne. Ma al momento non ci facciamo avanti, siamo assolutamente fermi». «Credo che più avanti vedrò o sentirò Giovanni Malagò- ha aggiunto il sindaco- ma al momento vista la confusione che c'è, Milano preferisce stare ferma e il presidente della Regione Attilio Fontana concorda con me». Ma forse i due non si sono capiti o non si sono spiegati bene perchè non pare proprio che il neo-governatore sia sulla stessa lunghezza d'onda di Palazzo Marino: «L'ipotesi di un coinvolgimento di Milano e della Lombardia per l'eventuale candidatura ad ospitare i Giochi Olimpici del 2026 mi vede favorevole- ha spiegato in un comunicato Fontana che voci bene informate raccontano abbastanza seccato per essere stato tirato per la giacchetta da Sala-.Sono d'accordo con Matteo Salvini che sostiene una candidatura che coinvolga più Regioni, come Lombardia, Piemonte e Veneto, e più città, ognuna in grado di mettere a disposizione strutture o bellezze naturali come le nostre splendide montagne, il tutto ovviamente con un impatto ambientale nullo». «Ragioniamoci, con tutte le cautele del caso, ma ragioniamoci- spiega Fontana- perché le Olimpiadi, e lo abbiamo visto nel 2006 a Torino, rappresentano un grande volano per la promozione e la crescita del territorio interessato». Intanto a settembre del prossimo anno Milano ospiterà la 134ma sessione del Cio e potrebbe essere l'assist per strappare una candidatura. Ma prima bisognerà capire chi coprirà i costi che Palazzo Marino non si vuole accollare e come coinvolgere le istituzioni sportive della città «seccate» per non essere state fino ad ora considerate.

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