Carabiniere salva il cucciolo Spiro dalla tortura

Al piccolo meticcio era stato messo un collare elettrico per insegnargli a non abbaiare più

Elena Gaiardoni

Un ululato straziante. Spiro era stremato quando ieri i carabinieri di Cassano d'Adda gli hanno tolto il collare elettrico, imposto dal suo padrone per indurlo a non abbaiare, e l'hanno sequestrato come un oggetto da non vedersi mai più.

Di carattere esuberante, il piccolo meticcio di quattro anni era diventato un disturbo per il vicinato, perché non se ne stava mai zitto. Si pensa sempre alla via più semplice quando si deve impartire a un animale quella che si chiama «educazione»: il dolore. Meno male che prendere un muso a schiaffi sarebbe ridicolo, altrimenti l'essere umano potrebbe fare anche quello. Piccolo, grande, non importa, il principio è che basta procurargli dolore, così l'animale impara. Una ricerca su internet, sbrigativa e comoda, dove la pubblicità dei collari elettrici imperversa, un acquisto veloce, che oggi per fortuna così veloce non è, viste le conseguenze a cui può portare.

È scattata una denuncia di maltrattamento per il cinquantacinquenne che ha circondato il collo di Spiro con scariche elettriche. Un passante se n'è accorto, ha chiamato i carabinieri, che hanno bloccato gli effetti nefasti di un congegno di cui non è vietata la vendita: ne è vietato l'uso. Una delle tante irrisolte contraddizioni delle nostre leggi. I collari elettrici sono stati riconosciuti dannosi, eppure c'è ancora chi fa i soldi con il loro commercio.

Nel 2007 la Corte di Cassazione si è espressa molto chiaramente in merito. Il sistema di queste «sedie elettriche» da collo provoca nell'animale pericolosi stati d'ansia che lo possono portare alla depressione. In pratica: non lo educa, lo elimina «psicologicamente», lo annulla nei suoi caratteriali istinti, tanto non si penserà per caso che gli animali abbiano una psiche, o anima, in cui fioriscono sentimenti ed emozioni? Guai a ipotizzarlo, si potrebbe dare alla natura un significato che cambierebbe ancora una volta il senso della parola «diverso». Sebbene si tenga un cane o un gatto proprio per questo motivo, quando si scopre che risponde più degli uomini al nostro bisogno di di affetti coccoli. Quelli che Spiro ha nella sua casa, dove ci sono due bambini innamorati di lui.

È un incidente molto salato per il padrone del meticcio quello del collare, nemmeno lui si aspettava che le conseguenze potessero essere scottanti quanto una scarica elettrica. Diciamo che ha agito in buona fede, anche se: si può essere in buona fede quando si fa del male a un altro essere senziente? Spiro sta bene e si spera dimentichi in fretta il collare, insegnando a chi legge quello che si scrive sempre: non è mai scontato il rapporto con loro. Non si può coccolarli quando va tutto bene e infinzargli il collo quando c'è qualcosa che non funziona, perché questo non è un amore pari a quello che essi ti danno.

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