Cronaca locale

Cinema contro il femminicidio: il muro delle bambole è un film

Venerdì la proiezione per difendere le donne dalle violenze

Elena Gaiardoni

Grazie a Jo Squillo il «Muro della bambole» di via De Amicis diventa un film documentario di 40 minuti, presentato con successo al festival del cinema di Roma. «The wall of dolls - Il muro delle bambole contro il femminicidio» verrà proiettato allo spazio Oberdan venerdì alle 18.45 nella sala Alda Merini, per ricordare la giornata mondiale contro la violenza sulla donna. Durante la serata il Comune di Milano e l'associazione «Fermati Otello» lanceranno l'iniziativa: «Il muro delle bambole per ogni Municipio di Milano».

Non è un caso che la parola wall, muro, sia associata alla parola pink, rosa, come insegnano i Pink Floyd nel loro successo più riuscito. La muraglia più forte che l'umanità abbia mai eretto è coperta di sangue rosa, il sangue delle donne, che per varcare l'ostacolo che impedisce loro la libertà perdono la vita. Bambole di ogni dimensione e colore sono state appese allo schermo di mattoni e cemento in via De Amicis: vi stanno inchiodate, come ogni tre giorni, questa è la statistica, una donna subisce violenza. Sul grande schermo di Jo Squillo parlano donne come Lucia Annibali, l'avvocato sfigurata dall'acido da un uomo mandato dal suo ex fidanzato. Proprio stasera su Rai1 andrà in onda Io ci sono, con Cristina Capotondi, il film che racconta la storia di Lucia.

«Il muro delle bambole sta diventando uno dei luoghi più fotografati di questa città, impegnata a contrastare i soprusi contro la dignità della donna su vari fronti» ha detto l'assessore alle Politiche produttive Cristina Tajani. Arte e creatività sono indispensabili per sensibilizzare le coscienze e cercare di comprendere la rabbia e l'odio che l'uomo sviluppa verso l'individuo più diverso, il vero diverso da lui, la donna. «Ottanta casi di femminicidio dall'inizio dell'anno - ha dichiarato Angelica Vasile, presidente della commissione politiche sociali - un numero che ci spinge ad avviare un'educazione fin dalle scuole». Saranno proprio le scuole ad essere presenti venerdì. I muri vanno abbattuti fin dalla più tenera età. Per Rosaria Iardino, presidente di Donne in rete onlus «è un orgoglio che riprendano il nostro muro delle bambole in altre città, come Bologna e Roma».

«Il nostro prossimo passo - ha annunciato Francesca Savoldini dell'associazione Fermati Otello - sarà di portare questo documentario all'interno delle classi». Perché Milano «deve essere in prima linea in questa battaglia, deve assumersi la responsabilità di rappresentare l'inizio di una città movimento». Se lo è augurato Daria Colombo, delegata del sindaco per le pari opportunità. A Jo Squillo è stata consegnata una bambola da Marinella Rognoni, presidente dell'Udi (Unione donne italiane) di Quarto Oggiaro.

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