Via le ditte delle mazzette. E dipendenti Atm sospesi

Linea dura dopo gli arresti per i lavori in metrò. Giana: "Fuori dalle scatole le imprese coinvolte"

Via le ditte delle mazzette. E dipendenti Atm sospesi

«Stiamo buttando fuori dalle scatole tutte le aziende coinvolte, ora questi signori se ne vanno tutti fuori dalle scatole». Un fiume in piena. Dopo il terremoto che la scorsa settimana ha fatto ballare gli uffici di Foro Bonaparte (e il Comune) il dg di Atm Arrigo Giana prova a reagire con fermezza. Due funzionari dell'azienda dei trasporti, Paolo Bellini e Stefano Crippa, e altre undici persone sono state arrestate per tangenti legate a otto gare per i lavori in metropolitana. É un danno d'immagine anche per la giunta Sala a un anno dal voto. Giana intervenuto ieri in collegamento streaming in commissione comunale ha riferito che l'azienda sta già «rescindendo tutti i contratti in essere con le imprese concessionarie coinvolte», da Alstom a Siemens alla Mad System di cui proprio Bellini era socio occulto. «Abbiamo rescisso i contratti, sospeso ogni tipo di pagamento e dato mandato ai nostri avvocati - continua - di querelare tutte le aziende che, con il loro comportamento, hanno violato il codice etico sottoscritto al momento del contratto e hanno causato dei danni, sicuramente a livello di reputazione, ad Atm. Questo va oltre alla costituzione di parte civile dell'azienda, che ovviamente è scontata». Anche se alcuni lavori non possono essere sospesi tout court. Per questo, spiega il dg, «ci siamo rivolti ad Anac», l'agenzia nazionale anticorruzione, «perchè avvii le procedure di tutela della parte danneggiata, ossia Atm». Anac ha il potere di richiedere al prefetto la nomina di soggetti terzi che intervengano su contratti commesse e le mettano in sicurezza, garantendo così la fine dei lavori e continuità del servizio. E dopo le accuse sulle falle nel sistema dei controlli sollevate a caldo e ancora ieri sia dal capogruppo Fi Fabrizio De Pasquale (dubbi condivisi da esponenti Pd come Carlo Monguzzi), Giana presenta la linea dura scattata anche all'interno dell'azienda. Oltre ai 7 dipendenti indagati o arrestati «ne abbiamo già sospeso un ottavo, non indagato formalmente, e stiamo valutando le posizioni di altre figure che potrebbero aver violato il codice etico». Per ora due sono più a rischio. Intercettazioni e pedinamenti associati a nomi e cognomi sono «fatti e non supposizioni», altri che vengono citati indirettamente ma «sappiamo chi sono e attraverso colloqui cerchiamo di capire se possono aver rivelato informazioni riservate che magari non hanno diretta implicazione dal punto di vista penale ma danneggiano la buona condotta dell'azienda. O se non hanno riportato con la dovuta prontezza possibili notizie di reato di cui sono venute a conoscenza. Valuteremo se proseguire con le sospensioni dopo i colloqui». Intanto «abbiamo commissariato le unità organizzative coinvolte, in particolare quella che faceva capo a Bellini e agli altri soggetti coinvolti». Significa che queste persone sono state «tolte temporaneamente dai loro incarichi e posizionate in staff al direttore del personale». Giana usa parole pesanti verso i «colossi multinazionali. Perchè siano andati a Cassina de'Pecchi a incontrare Bellini e non siano venuti da Atm o non siano andati in Procura a denunciare che un funzionario desse loro delle chiavette con documentazione tecnica per le gare, è un mistero che mi stupisce moltissimo. Bellini è un farabutto ma non aveva alcuna autonomia economico-finanziaria. Questi signori godevano di ben altra autonomia e invece di denunciare accettavano di trattare con lui e ricevere documentazione tecnica». Atm ha chiesto al Politecnico di Milano di «effettuare una verifica completa della documentazione tecnica e del capitolato in particolare della gara del segnalamento, elemento più rilevante della vicenda, per la linea 2 della metropolitana», sulla congruità e la completezza dell'offerta». Ai consiglieri che chiedono conto delle proteste sollevate da tempo da lavoratori che rispondevano a Bellini e Crippa risponde che «nessuno ha mai presentato ufficialmente o ufficiosamente delle segnalazioni. Neanche ora che stiamo risentendo tutti».

E sono proseguiti anche ieri gli interrogatori di arrestati, due manager di Engeneering Informatica che hanno fatto ulteriori ammissioni.