"Fiera del bebè" e utero in affitto. E il Comune?

Polemiche sul discusso evento in programma a Milano il 21 e 22 maggio

"Fiera del bebè" e utero in affitto. E il Comune?

La Fiera ci sarà. Il 21 e 22 maggio, come previsto (e da molti temuto) Milano per la prima volta ospiterà una tappa di «Un sogno chiamato bebè», versione italiana del salone «Désir d'enfant» che 6 mesi fa è stato allestito a Parigi fra grandi discussioni sulla pratica dell'utero in affitto. «Dietro a questa fiera, come ampiamente documentato, ci sono enormi interessi economici» denuncia Francesco Migliarese, segretario del Centro di aiuto alla Vita della Mangiagalli e presidente di Milano per Giovanni Paolo II.

«La sofferenza di tante coppie che faticano a concepire un figlio - dice Migliarese (foto) - deve essere trattata con rispetto e calore umano, garantendo percorsi di aiuto concreti. Ma non si può accettare che la vita umana sia trattata come un mero prodotto della tecnica, una merce qualsiasi, aprendo surrettiziamente la porta a pratiche illegali e degradanti come quella dell'utero in affitto. L'avevamo già chiesto e torniamo a chiederlo: il sindaco Sala prenda finalmente una posizione chiara e impedisca lo svolgimento di questa controversa iniziativa commerciale».

E la consigliera leghista Deborah Giovanati ha già presentato un'interrogazione chiedendo al sindaco se sappia dove si svolgerà la fiera e se il Comune stia verificando la «possibile configurazione di fattispecie di reato».

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