Insulti a Israele del candidato. Sdegno al Memoriale Shoah

Sinistra in imbarazzo per il caso Sesto San Giovanni. Il presidente della fondazione custode dei luoghi della memoria di Milano: "Parole inaccettabili". E alla fine le scuse: "Oggi non mi rappresentano più"

Insulti a Israele del candidato. Sdegno al Memoriale Shoah

Lo sdegno del presidente del Memoriale della Shoah di Milano». E infime le scuse del candidato.

È stata una reazione di incredulità e stupore quella di Roberto Jarach, ex presidente della Comunità ebraica di Milano che oggi guida la Fondazione custode dei luoghi della memoria della città. «Sdegno - ha detto - dopo aver letto l'articolo del Giornale in cui vengono riportate le incredibili espressioni usate dal candidato sindaco del centrosinistra a Sesto San Giovanni». Si riferiva Jarach, alle parole su Israele che sono emerse dai trascorsi di Michele Foggetta, che anni fa si era ripetutamente lasciato andare a veri e propri insulti nei confronti dello Stato ebraico (e non solo). Espressioni che a giudizio di Jarach vanno anche oltre il pur inquietante «antisionismo».

«Governo criminale di un popolo altrettanto criminale» aveva scritto Foggetta nel 2014, nei giorni in cui Israele stava conducendo un'operazione militare contro gli attacchi al suo territorio. Sempre nel 2014, scriveva che Israele è «una montagna di merda». E il «giudizio» era radicato, a quanto pare, visto che 3 anni prima, contestando l'opinione (equilibrata) dello scrittore Roberto Saviano sul conflitto, Foggetta aveva scritto cose simili.

Jarach ha ricordato che da anni il presidente della Repubblica è impegnato «nel promuovere la lotta all'antisemitismo e all'odio», ha ricordato la commissione contro l'hate speech presieduta dalla senatrice a vita Liliana Segre e quella sull'antisemitismo guidata dalla professoressa Milena Santerini. E si è mostrato categorico: «Non possiamo accettare che questa persona possa ambire a posizioni di prestigio vicino alla nostra città». «Inaccettabile», per il presidente, «che sia candidata una persona che si esprime in tale modo, contro Israele».

Così, alla fine, Foggetta ha chiarito che quelle parole non fanno più parte del suo bagaglio. Nel frattempo era intervenuto il sindaco Roberto Di Stefano, a ricordare come il suo avversario provenga dalla «sinistra estremista». «Chi vuole rappresentare le istituzioni - aveva avvertito - non può avere idee così imbarazzanti» avverte. E anche gli esponenti della Lega condannano le vecchie uscite di Foggetta. «Sconcertanti» le ha definite il segretario regionale Fabrizio Cecchetti. «Inaccettabili» ha scandito anche il deputato Jari Colla, che considera Foggetta «inadeguato a rappresentare la comunità di Sesto». «Parole inaccettabili che alimentano l'antisemitismo e minacciano la nostra democrazia» aveva subito reagito il leghista Filippo Jarach, mentre faceva rumore il silenzio che si avvertiva dalle parti del centrosinistra, segno di imbarazzo, mentre trapelava notizia di un'iniziativa dei partiti per far sì che arrivassero le scuse di Foggetta, che sabato - interpellato - non aveva voluto commentare. Alla fine Foggetta, ha voluto fare chiarezza.

«Nella vita si fanno degli errori - ha scritto - e poi si cambia e si cresce. Il linguaggio e il merito che ho usato io nei confronti dello Stato di Israele anni fa in vecchie dichiarazioni non mi rappresentano più in alcun modo. Oggi sarei più attento e soprattutto più rispettoso nello scegliere le parole». «Rimango critico - ha aggiunto - verso molte politiche e azioni di governi di Israele, ma sono, come sempre ho detto, per una soluzione due popoli e due stati, che riconosca senza dubbio il diritto dello Stato di Israele ad esistere in pace e sicurezza e contemporaneamente il sacrosanto diritto del popolo palestinese ad avere un proprio Stato libero e democratico».

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