Linate, tre voli all’ora: piano per ridecollare

Dopo la richiesta del governo i tecnici Sea sono già al lavoro per aprire il 13 luglio. Il sindaco Sala: “Ci costa 2 milioni al mese, Conte paghi”

«Da quando l'abbiamo saputo stiamo correndo come matti», assicurano manager e tecnici della Sea. Linate riaprirà il 13 luglio e tutto dovrà funzionare perfettamente. Chiudere e riaprire un aeroporto non è come abbassare la saracinesca di un negozio. Dopo quattro mesi di inattività, il terminal va rimesso in moto completamente; non parliamo della pista che invece è sempre rimasta operativa per voli di emergenza, di supporto sanitario, di Stato, della Protezione civile. Si parla della pista che invece è sempre rimasta operativa per voli di emergenza, di supporto sanitario, di Stato, della Protezione civile.

E del terminal passeggeri, dove l'impianto dell'aria condizionata è rimasto spento per zone, l'illuminazione è stata ridotta, rispettando le esigenze di sicurezza: spente due lampadine su tre; inerte l'impianto di smistamento bagagli, in partenza e in arrivo. Tutto dev'essere rimesso in moto, deve riprendere vita, ripulito, sanificato. Dopo il Covid ci sono regole nuove da rispettare, governative e amministrative, basate sulle linee guida emesse dagli organismi europei. Con il sindaco Giuseppe Sala che ieri ha sottolineato come la riapertura «è una cosa giusta e ovviamente aiuta l'Italia», ma allo steso tempo «ci costa un paio di milioni al mese». Di qui la richiesta di aiuto al governo.

L'Enac ha chiesto ai gestori un protocollo operativo di carattere sanitario che la Sea ha messo a punto, sia per Malpensa che per Linate, con la collaborazione dell'Università San Raffaele, del gruppo San Donato: tutto per la sicurezza di passeggeri e dipendenti. In più, ci sono adempimenti non meno importanti, come la segnaletica, le sanificazioni, le barriere in plexiglas dove necessario, gli erogatori di gel detergente. Tutto nel rispetto di norme e protocolli.

A Linate a sovrintenedere a questi adempimenti c'è una squadra di 30 persone (a Malpensa sono 100), attiva in tutto lo scalo e in particolare nelle aree partenze e arrivi, pronte a far rispettare le distanze: tutto indipendentemente dal numero dei voli che l'aeroporto sarà in grado di effettuare. Il personale fermo da quattro mesi e richiamato dalla cassa integrazione, viene poi riammesso alle proprie funzioni dopo un corso di aggiornamento. A Linate c'è una variabile che in altri scali non esiste: sono in corso, da più di un anno, importanti lavori di ristrutturazione (32 milioni d'investimento) che in questo momento eccezionale vanno a intralciare l'attività aeronautica. Non parliamo tanto della ricostruzione del corpo F, edificio di 3 piani, 10mila metri quadrati, quanto della riqualificazione dell'aerostazione, 6mila metri quadrati che interessano in pieno l'area della security, gli spazi dove viene controllato su appositi nastri il bagaglio a mano. Un progetto che raddoppierà la produttività dei varchi, rendendo più automatizzati e più spediti i controlli (niente più vaschette se non per il pc). L'organizzazione dei lavori era stata pianificata prima del Covid e oggi impatta pesantemente sull'efficienza del sistema, influenzando i tempi di riempimento degli aerei e, di conseguenza, le frequenze dei decolli.

I dieci varchi, per effetto del cantiere, sono stati ridotti a cinque, sottraendo servizio per i passeggeri che dagli 800 all'ora, anche per effetto delle norme sulla distanza interpersonale, sono scesi a 400, la metà. Visto che gli aerei da Linate decollano con una media di 120 passeggeri, secondo i calcoli dei tecnici aeroportuali non potranno partire più di 3 velivoli all'ora. Agli arrivi le cose sono più semplici, salvo la variabile della riconsegna bagagli.
Questi sono i calcoli che riguardano sicuramente luglio e agosto e che la Sea aveva già comunicato alle autorità aeronautiche spiegando che quell'«imbuto» non agevola l'attività dell'aeroporto. Da settembre, grazie al completamento di parte dei lavori, i movimenti potrebbero salire a 5 all'ora.

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Commenti

okorop1

Ven, 03/07/2020 - 19:13

Linate aperto in perdita per quella succhia soldi di società chiamata Alitalia, uno statista avrebbe chiuso sia Linate sia Alitalia ma invece nisba e intanto paga pantalone...

Ritratto di giovinap

giovinap

Mar, 07/07/2020 - 18:37

il "parassitarismo" del nord è obbligatorio, mentre quello del sud va fermato! solita storia!