Liste, chi entra e chi esce Il risiko del centrodestra

I partiti trovano l'accordo in altri due Comuni E per le Europee i nomi ora sono quasi pronti

Si scaldano i motori in vista dell'appuntamento con le urne.

Fra sei settimane circa, il 26 maggio, si vota per le elezioni europee e per eleggere direttamente circa mille sindaci in Lombardia (35 dei quali in Comuni sopra i 15mila abitanti) e 68 in provincia di Milano, 10 dei quali sopra i 15mila abitanti. A Cesano Boscone, il centrodestra si affida a Fabio Raimondo (Fdi). A Trezzano sul Naviglio all'imprenditore Ivano Padovani (già sindaco in passato). Con queste, sono tutte riempite, o quasi, le caselle dei candidati. A Cormano tocca al civico Luigi Magistro, a Cornaredo a un altro Fdi, Renato Laviani, a Cusano Milanino a Valeria Lesma di Forza Italia, a Lainate correrà Maurizio Frezza della Lega, a Rozzano a Giovanni Ferretti di Forza Italia, a Settimo Milanese il leghista Luca Bulciaghi. Incognite restano nel più grande fra i Comuni al voto, Paderno Dugnano, dove ambiscono alla «nomination» due amministratori a vario titolo impegnati nell'era di Marco Alparone: Alberto Ghioni e Gianluca Bogani. Per trovare una soluzione unitaria restano ormai pochi giorni e sempre meno possibilità: al momento la cosa più probabile è che i due si presentino separati per poi convergere al ballottaggio: il primo turno avrebbe così la funzione delle primarie: scegliere il candidato più forte da contrapporre allo schieramento avverso.

Intanto mancano pochi giorni alla definitiva chiusura delle liste per le Europee. Martedì o mercoledì dovrebbe chiudere la Lega, che arriva con grandi ambizioni, di voti e di seggi, all'appuntamento con le urne. I seggi, secondo i sondaggi, aumenteranno, molti bussano alle porte di via Bellerio e nel Carroccio una riflessione è in corso anche in queste ore sull'equilibrio territoriale delle candidature, fra le varie regioni della circoscrizione Nord-ovest (Lombardia, Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta) e fra le province, e le città, della Lombardia. L'impressione di qualcuno è che fra candidati e aspiranti, i milanesi siano troppi. Per questo, probabilmente, Vincenzo Sofo per esempio potrebbe essere candidato nella circoscrizione Sud. Nel Nord-Ovest, dopo Matteo Salvini quindi correranno sicuramente, con un ordine ancora da stabilire, gli uscenti Angelo Ciocca, Oscar Lancini, (ex sindaco di Adro) Marco Zanni (ex 5 Stelle, «sovranista», nuovo responsabile Esteri del Carroccio) e i nuovi: la consigliera regionale Silvia Sardone, la vicesindaco di Busto Arsizio Isabella Tovaglieri, il sindaco brianzolo Dante Cattaneo, la ex sindaco di Villa di Chiavenna - e poi già assessore provinciale - Silvana Snider, e probabilmente la consigliera comunale Laura Molteni.

In Forza Italia l'obiettivo è chiudere già domenica. Capolista sarà sicuramente il leader Silvio Berlusconi. Al secondo posto correrà la deputata europea uscente Lara Comi. Altri candidati sicuri sono l'ex presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini e il vice coordinatore regionale Pietro Tatarella, già in campagna elettorale. Già partito anche Mauro Parolini, ex assessore regionale ed esponente dell'area «Noi con l'Italia». Con l'alternanza si pone, per tutti, in modo cogente, il tema delle candidature femminili. Per gli azzurri dovrebbe scendere in campo la deputata mantovana Lisa Baroni e la consigliera comunale di Bussero Milena Olini. Passo indietro per l'assessore municipale milanese Deborah Giovanati, altre ipotesi sono quelle della sindaco di Magenta Chiara Calati e di Benedetta Cosmi, responsabile lombarda del dipartimento lavoro.

In Fdi capolista Giorgia Meloni, confermate le candidature della coordinatrice regionale Daniela Santanchè e del deputato Carlo Fidanza. Sicuramente candidati con Fdi pure l'eurodeputato uscente Stefano Maullu e l'imprenditore Pietro Fiocchi, mentre è sfumata la discesa in campo di Alessandro Meluzzi, psichiatra e opinionista.

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