Lombardia, caso camici: indagato il cognato del governatore Fontana

Al centro dell'inchiesta vi è la fornitura di camici e altro materiale sanitario per 513 mila euro avvenuta durante l’emergenza coronavirus

Andrea Dini, titolare della società Dama srl e cognato del governatore della Lombardia Attilio Fontana, e Filippo Bongiovanni, direttore generale della società Aria, la centrale di acquisti regionale, risultano indagati dalla Procura di Milano nell'inchiesta sulla fornitura di camici alla Regione Lombardia. La notizia è stata riferita da fonti investigative rilanciate dall’Ansa. Il reato contestato è quello di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. I pm hanno, inoltre, sentito come testimoni l’assessore Raffaele Cattaneo e Francesco Ferri, presidente di Aria.

Nel pomeriggio, i militari del Nucleo speciale di Polizia valutaria, su delega della Procura, si sono recati in Regione per acquisire la documentazione utile all’inchiesta. Con l’operazione delle Fiamme gialle prende concretamente il via l'indagine per turbativa d'asta a carico di ignoti coordinata dai pm Luigi Furno e Paolo Filippini e dall'aggiunto Maurizio Romanelli.

L'indagine, avviata lo scorso 8 giugno, aveva preso origine da un servizio giornalistico di Giorgio Mottola, andato in onda sul programma di Rai3 "Report", nel quale si evidenziava presunte anomalie in una donazione alla Regione, tramite Aria, di camici e dispositivi di protezione individuale per un valore di 513mila euro da parte della società Dama, riconducibile alla moglie e al cognato di Fontana, nel pieno dell'emergenza sanitaria legata al coronavirus. In base a quanto documentato nel servizio, le fatture sarebbero state stornate e l’acquisto trasformato in una donazione dopo la diffusione della vicenda sui media nazionali.

Quello che ora devono chiarire i magistrati è se la procedura con cui è stata concessa la fornitura di camici e altro materiale si sia svolta in modo regolare. Al vaglio degli inquirenti ci sono anche altre presunte anomalie, come quella relativa al fatto che di camici ne siano arrivati meno del previsto.

Dini, fratello della moglie del governatore lombardo, ha sempre negato affermando che il suo intento era sin dall’inizio a scopi benefici. Netta la posizione del governatore Attilio Fontana che aveva difeso l'operazione tanto da definirla "una fornitura erogata dall'azienda a titolo gratuito" e contestualmente, per fugare ogni sospetto, aveva annunciato querele.

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