Lutto cittadino e funerali per le tre vittime di Kabobo: Pisapia contestato

Funerali in forma privata. Durante le esequie di Daniele Carella nella parrocchia della Pentecoste, contestato Pisapia. Maroni: "Pietà per i morti, ergastolo per l'assassino"

Lutto cittadino e funerali per le tre vittime di Kabobo: Pisapia contestato

Lutto cittadino. Milano ricorda Alessandro Carolé, Daniele Carella ed Ermanno Masini, le tre persone ammazzate brutalmente a colpi di piccone lo scorso 11 maggio dal ghanese Mada Kabobo. La bandiera del Comune di Milano appesa sulla facciata di Palazzo Marino a mezz’asta in segno di lutto. E, mentre il capoluogo lombardo osserva un minuto di silenzio in concomitanza dell’inizio dei funerali, tre diverse funzioni vengono celebrate nel corso della giornata in forma privata. E, proprio durante le esequie di Daniele Carella, si sono levate urla e contestazioni contro il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, intervenuto nel pomeriggio al funerale. "Sei il vero responsabile della mattanza", hanno urlato i contestatori che sono stati subito fermati dagli amici della vittima.

Il funerale di Alessandro Carolè

Durante l’omelia per i funerali di Alessandro Carolè, don Angelo si è rivolto direttamente alla vittima della follia omicida dell'immigrato: "Aiutaci a vigilare perchè il dolore non si trasformi in odio. Io sono certo che questo tu non lo vuoi. Fai che il tuo sacrificio sia stato per la vita e non per la morte". Un appello che in questi giorni di tensioni, dove l'emergenza sicurezza è diventato la priorità per Milano, obbliga a fermarsi per ricordare le tre vittime. "Oggi a Milano i funerali delle vittime del folle picconatore clandestino - ha commentato il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni - pietà per i nostri morti, galera a vita per l’assassino". Sul feretro è stato posto un cuscino di rose bianche. Alle esequie alla parrocchia di San Martino di piazza Belloveso, lo stesso luogo dove Carolè è stato colpito a morte, erano presenti anche il sindaco Giuliano Pisapia e il vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani.

Il funerale di Ermanno Masini

Centinaia di persone sono accorse, anche nel pomeriggio, nella chiesa di San Martino a Niguarda per i funerali di Ermanno Masini, pensionato 64enne originario della provincia di Modena. Tra le autorità presenti il vicesindaco di Milano, Lucia De Cesaris, gli assessori comunali Filippo Del Corno e Franco D’Alfonso, il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dapei, mentre per la Regione è accorso l’assessore Cristina Cantù. "Ermanno che pensava all’eterno ci ha insegnato che si può spendere la vita per il bene - ha detto don Fabio Baroncini - se non diamo senso alla vita, basta un niente e vivremo nella pura reattività istintiva, disposta a esplodereogni volta. Occorre dare un senso alla vita anche perché la solitudine nonci schiacci, perché anche quel povero diavolo che lo ha fatto lo ha fatto anche perché era solo".

Il funerale di Daniele Carrella

Un ricordo di Daniele Carrella è arrivato dalla catechista che ha parlato al termine della cerimonia, ricordando gli incontri di catechismo con il "piccolo Daniele. "Si tratta di un grandeinsegnamento di vita - ha detto - di una forza silenziosa e potente del nostro quartiere, dettata dall’umiltà e dalla volontà di andare avanti ad ogni costo, senza sprecare parole inutili, soprattutto in questi momenti". Più e più applausi sono stati rivolti alla salma, mentre la chiesa della Pentecoste di via Graf faticava a svuotarsi. Quando la bara è arrivata al carro funebre, è stata accolta da centinaia di palloncini di tutti i colori. Verdi, rossi, blu. Tutti a forma di cuore. Pochi i presenti che non avevano le lacrime agli occhi. E qualcuno, battendo le mani, ha urlato un ultimo saluto: "Eri ungrande, Daniele, e lo sarai sempre".

Contestazioni al sindaco Pisapia

"Vergognati, sei il vero responsabile della mattanza", hanno urlato i residenti del quartiere Quarto Oggiaro (soprattutto donne) contro Pisapia che, oggi pomeriggio, era intervenuto al funerale di Carella. Gli amici della vittima, però, hanno risposto ai contestatori con altrettante urla: "Rispettate il nostro silenzio, rispettate questo giorno". Poi, mentre il sindaco si allontanava dalla chiesa per raggiungere la sua auto, è stato avvicinato di Nicolas, uno dei migliori amici di Daniele, che gli ha in qualche modo chiesto scusa per le urla: "Sindaco, parla la rabbia". "Le contestazioni - ha spiegato Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio comunale di Milano - sono un campanello d’allarme importante per il sindaco".

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