Una maratona di eventi aspettando la Butterfly

Piera Anna Franini

A un mese dalla Prima della Scala, il teatro milanese mette in fila una lunga serie di appuntamenti in preparazione di Madama Butterfly di Giacomo Puccini: l'opera dell'inaugurazione. Un palinsesto di attività per accendere attenzioni, passioni, informando a dovere su questa Madama diversa da come la si è vista finora poiché Riccardo Chailly, direttore del teatro, ha deciso di rimettere in campo alla Ur-Madama, quella in scena alla Scala nel 1904. Si sa: fu un clamoroso fiasco. Contestata a tal punto che il compositore la rielaborò, e a Brescia superò il test del pubblico. Ma Chailly, così come fece con le pucciniane Turandot e La fanciulla del West, torna alla radice e propone la prima versione scaligera. La regia è di Alvis Hermanis, già apprezzato alla Scala in Die Soldaten di Zimmermann e (un po' meno...) ne I due Foscari di Verdi. Il ruolo del titolo va al soprano Maria José Siri. L'opera di Puccini è occasione di studi approfonditi e pure eruditi. Si parte con la giornata di oggi, nel Ridotto dei Palchi scaligero, si tiene il Convegno internazionale su Madama Butterfly . Attesi i musicologi superspecialisti di settore. Così come il 7 dicembre 2016 e la presenza a Milano del pucciniano Chailly hanno certo sollecitato l'edizione dell'epistolario di Puccini. Il ciclo di incontri Letture e Note al Museo curato da Armando Torno si apre con la presentazione del I volume dell'Epistolario Pucciniano a cura di Gabriella Biagi Ravenni e Dieter Schickling per l'Edizione Nazionale delle opere di Giacomo Puccini. Il 12, taglio del nastro della mostra Madama Butterfly, l'Oriente ritrovato, allestita (fino a febbraio) a cura di Vittoria Crespi Morbio. Si narrano quattro produzioni storiche di Madama Butterfly. E si parte proprio con l'allestimento del 1904, con bozzetti e figurini che però non piacquero a Puccini: desiderava un Giappone più autentico. Che di fatto arrivò: 20 anni più tardi e su sprono di Arturo Toscanini, scene e costumi erano di Caramba. L'ultimo allestimento documentato dalla mostra è quello firmato da Keita Asari per la regia, Ichiro Takada per le scene e Hanae Mori per i costumi, andato in scena nel 1985 con la direzione di Maazel.

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