Milano tra passato e presente, "appunti visivi" a Malpensa

Aperta fino al 31 luglio la mostra fotografica che invita a scoprire la metropoli di ieri e di oggi attraverso scatti d'autore. Alessandro Fidato, chief operating officer di Sea: "Abbiamo voluto questa iniziativa per dare il benvenuto a tutti, in particolare al pubblico del Salone del Mobile che inizierà la settimana prossima"

Milano tra passato e presente, "appunti visivi" a Malpensa

Milano, Appunti Visivi – tra Passato e Presente”, ovvero un affascinante viaggio di riscoperta e scoperta attraverso la narrazione fotografica, è il titolo della mostra aperta fino al 31 luglio all’aeroporto di Milano Malpensa al Terminal 1 nello spazio PhotoSquare collocato nell’atrio della Stazione ferroviaria presso l’ingresso dell’hotel Sheraton. Viaggio nella Milano di oggi e di ieri proposto con una selezione dell’Archivio Fotografico Italiano-Afi che ha scelto dalla sua collezione nomi importanti come Virgilio Carnisio, Claudio Manenti, Luciano Montemurro, Roberto Longoni, Roberto Venegoni, Giuliano Leone, Claudio Argentiero, Mirko Ceriotti, Mario Vidor. Partendo dalle immagini degli anni '60, dal fascino intramontabile, vengono declinate nuove prospettive dove le architetture dialogano con il paesaggio urbano perché l'archivio è il luogo della memoria, quella del passato ma anche di quella che verrà, documento necessario dei mutamenti.

“Abbiamo voluto una mostra su Milano per dare il benvenuto a tutti, in particolare al pubblico del Salone del Mobile che inizierà la settimana prossima. Ospitare una mostra su Milano in aeroporto raccoglie la duplice sfida di raccontarla a chi non l’ha ancora vista e a chi già la conosce – spiega Alessandro Fidato, chief operating officer di Sea – attraverso gli scatti, raccolti negli anni, di dieci fotografi e dei loro punti di vista. Per questo motivo il passeggero si sente piacevolmente rimbalzare tra il ricordo nostalgico di com’era e la contemporaneità dei nostri giorni. Perché in questa esposizione il luogo non è il protagonista del racconto, ma lo spazio qui inteso non solo come geografico, ma temporale”.
“E se ogni luogo è unico, lo è ancor di più quando i suoi angoli ci parlano attraverso inquadrature silenziose, per lo più geometriche e senza la presenza dell’uomo, per raccontare una città che è ed è sempre stata in fermento”, aggiunge Fidato.

"La mostra allestita al prestigioso spazio PhotoSquare rinnova lo sguardo sul territorio, le sue comunità, i loro insediamenti. Una poetica condivisa, quella scelta e attuata da Afi-Archivio Fotografico Italiano, capace e vivace realtà culturale di Busto Arsizio, presente e partecipe del fermento cittadino, lucida voce narrante della nostra realtà - di Busto come di Milano -, che tale resta a dispetto dello scorrere del tempo, in quel sentire particolare e speciale, davvero tutto nostro, di cui l’aeroporto di Malpensa si conferma preziosa vetrina ed efficacissimo ambasciatore”, sottolinea Manuela Maffioli, vicesindaco e assessore alla Cultura della città di Busto Arsizio che ha patrocinato l’iniziativa.

“È una sorta di breve viaggio nel tempo, che dai caratteristici cortili a ringhiera giunge alle più futuristiche architetture moderne, senza tralasciare i luoghi più intimi, che mantengono un fascino durevole, in dialogo incessante con i nuovi scenari - commenta Claudio Argentiero, presidente dell’Archivio Fotografico Italiano -. Il paesaggio urbano racchiude l’uomo, che lo abita, che diviene attore e spettatore, muovendosi nel dedalo di strade che si intersecano tra strutture e forme, dove la luce disegna prospettive che i fotografi interpretano e reinventano”.

“Una lettura dei luoghi che diviene dimensione personale, esperienza percettiva e contemplazione estetica, ma anche documentazione essenziale per un archivio della memoria, che possa fungere da guida per lo sviluppo della città, che non deve smarrire le basi identitarie nel suo ergersi verso il cielo - aggiunge ancora Argentiero -. Un abbraccio alla città per descrivere l’agglomerato inglobando gli elementi risalenti a epoche diverse, passando dal piano creativo ad un concetto iconografico, come documento della cultura e della storia, teatro dell’attività umana e contenitore di esperienze significative che hanno fatto di Milano una delle città più importanti al mondo”.

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