Trasparenza in cambio di moschee. Presentazione di atto costitutivo e statuto, tradizione religiosa dichiarata, descrizione delle attività svolte storicamente, cariche direttive pubbliche, consistenza patrimoniale e meccanismi di finanziamento trasparenti. Sono queste le regole che Palazzo Marino ha elaborato, e che ha proposto alle associazioni religiose islamiche, come condizioni per l'iscrizione all'albo che darà loro diritto di accedere ai meccanismi previsti per la regolarizzazione o la costruzione dei nuovo luoghi di culto. La vicesindaco con delega al dialogo interreligioso, Maria Grazia Guida, ha incontrato venerdì i rappresentanti delle organizzazioni religiose milanesi, per presentare loro il documento con i criteri di ammissione, elaborati da un'apposita commissione formata da quattro studiosi ed esperti di materie religiose (Paolo Branca, Alessandro Ferrari, Silvio Ferrari e Natascia Marchei), così come stabilito dalla delibera di giunta di luglio, che ha approvato le linee guida per la costituzione dell'albo.
«Con l'incontro - ha spiegato la Guida - continuiamo il percorso di confronto e partecipazione con le comunità religiose della città. Abbiamo proposto dei criteri di accesso semplici e aperti perché vogliamo uno strumento di vero dialogo, che consenta poi di intervenire in modo efficace per la risoluzione dei problemi concerti come, ad esempio, la costruzione o la regolarizzazione dei luoghi di culto. Far parte dell'albo, infatti, darà la possibilità di avere un rapporto più snello e diretto con l'amministrazione».
I criteri presentati, su cui le associazioni e le organizzazioni religiose dovranno far pervenire le loro osservazioni entro 15 giorni, stabiliscono il principio che l'accesso all'Albo è di natura «dichiarativa». Chi aspira a farne parte dovrà cioè presentare una serie di documenti tra cui atto costitutivo e statuto, l'indicazione di specifica tradizione religiosa, la descrizione storica delle attività svolte, la segnalazione dei soggetti che ricoprono cariche direttive, la comunicazione della consistenza patrimoniale dell'ente e dei meccanismi di finanziamento.
«Nuove moschee in cambio di maggiore trasparenza»
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