"Distruggi e prendi". Così i "Pink Panthers" terrorizzavano le gioiellerie

I tre montenegrini arrestati sono accusati di due rapine aggravate e una tentata in alcune gioiellerie di Milano

"Distruggi e prendi". Così i "Pink Panthers" terrorizzavano le gioiellerie

Il nome codice della banda era "Pink Panthers" (letteralmente "pantere rosa"), un chiaro riferimento al personaggio d'animazione partorito, negli anni '70, dalla fervida fantasia di Friz Freleng. Se non fosse che di buffo e divertente i tre montenegrini arrestati quest'oggi, a Milano, avevano ben poco: sono ritenuti i responsabili di due rapine aggravate, e una tentata, in altrettante gioiellerie del capoluogo meneghino. Per gli stranieri, all'alba di martedì 26 luglio, si sono spalancate le porte del carcere di San Vittore. Interrogati dal gip, si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere.

La cattura

I fatti risalgono allo scorso venerdì pomeriggio, 22 luglio. Due dei tre componenti della banda, Aleksandar Lazarevic, 46 anni, e Mirza Ljumic, 40 anni, sono stati notati da un assistente capo della sezione Antirapina della Squadra mobile in corso Garibaldi, a Milano. Al poliziotto i due uomini hanno subito ricordato i presunti autori del tentato colpo alla "Schreiber gioielli", dello scorso 8 maggio, in via Borgospesso. Dopo essersi appostati fuori dalla palazzina in cui Lazarevic e Ljumic erano entrati, gli agenti hanno atteso patezientemente che riuscissero. Non appena hanno rimesso il piede fuori dalla soglia d'ingresso, sono stati subito bloccati. Nel giro di pochi minuti è stato stanato anche il terzo membro della banda, Milorad Zugic, 53 anni.

L'arsenale

All'interno della casa in affito dove alloggiavano i malviventi, nel centro di Milano, gli agenti hanno trovato un vero e proprio arsenale: due pistole (fedeli riproduzioni di Beretta semiautomatiche), svariari proiettili a salve, una mazza identica a quella utilizzata per le "spaccate" (rapine con scasso ndr) con il punteruolo in ferro saldato su una estremità. Poi sono stati rivenuti diversi capi d'abbigliamento, molti dei quali corrispondenti a quelli utilizzati per le rapine. I tre sono ritenuti responsabili di una rapina aggravata avvenuta il 12 gennaio scorso contro la "Boutique Crivelli" di via della Spiga, una contro l'orologeria "La bottega del tempo" di via Cesare Battisti, risalente al 19 ottobre 2019 e di una tentata rapina aggravata, di pochi mesi precedente, contro "Schreiber gioiellI" di via Borgospesso. Questa mattina, Il gip Sonia Mancini ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare in carcere per i montenegrini.

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