Cronaca locale

Rauti stravince (45 a 30) e difende la memoria del papà

La figlia di Pino Rauti trionfa a Sesto San Giovanni

Rauti stravince (45 a 30) e difende la memoria del papà

Nel disgusto di una delle più brutte campagne elettorali, era stata presentata come la battaglia finale del bene contro il male. Per di più ambientata nel suggestivo scenario dell'ex Stalingrado d'Italia. E, invece, era semplicemente la sfida tra una brava senatrice uscente di Fratelli d'Italia come Isabella Rauti (nella foto) e un bravo deputato Pd uscente (e poi uscito dopo 20 anni) come Emanuele Fiano. E poco importa o ha importato agli elettori che l'una fosse la figlia di Pino, indimenticato segretario del Msi e ideologo della corrente rautiana che per anni ha reso feconda la destra non solo italiana e l'altro quello di Edo che del racconto della sua deportazione ad Auschwitz ha fatto la missione di una fortunatamente lunga vita.

«Nessuna rivalsa» ha assicurato ieri la Rauti commentando il netto 45 a 30 con cui ha conquistato un seggio per nulla scontato. «Non c'era nessun motivo per demonizzarmi e chi lo ha fatto ha ottenuto l'effetto opposto perché i cittadini sono rimasti indignati da questa forzatura». Aggiungendo di non aver condiviso «i toni usati dal mio avversario che io non ho mai considerato un nemico» e la difesa della memoria del padre: «Sono state dette cose su di lui non solo offensive ma anche inesatte. Se uno vuole tirarlo in ballo deve dire anche che è stato parlamentare, scrittore, giornalista e che è sempre stato assolto ed era innocente. Vorrei che la storia si raccontasse per intero».

Non le sono piaciute nemmeno le lettere dei sindaci del centrosinistra ai cittadini per invitarli a votare Fiano: «Una grave scorrettezza istituzionale, nessun amministratore di centrodestra lo avrebbe fatto». Poi l'invito a Fiano a un incontro «su passato, presente e futuro, fuori dal momento elettorale».

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