Una rissa affiggendo manifesti denunciati 5 di Forza Nuova

Picchiato un trentenne che aveva chiesto loro cosa facessero Nella sede e in una casa trovati un'accetta, mazze e coltelli

L'autista senegalese Ousseynou Sy aveva appena dirottato e dato fuoco all'autobus con a bordo i ragazzini di Crema. Fu allora che la sezione milanese di Forza Nuova annunciò sul proprio profilo Facebook che avrebbe affisso «centinaia di manifesti per tutta Milano, soprattutto nelle zone che subiscono i più alti tassi di immigrazione e degrado».

Secondo la Digos sarebbe nato in questo contesto il pestaggio da parte di cinque militanti di Forza Nuova la sera del 29 marzo a Lambrate, in via Strambio (zona piazzale Gorini) ai danni di un passante trentenne che stava rincasando e che, sempre secondo l'accusa, avrebbe avuto «l'unico torto di aver chiesto spiegazioni sul loro operato».

I militanti - quattro su cinque hanno precedenti - sono stati subito riconosciuti e denunciati per aggressione e rapina: al trentenne che, insultato e picchiato pur senza avere alcuna implicazione politica, riportò una prognosi di sette giorni, venne infatti anche strappato e portato via il cellulare con il quale aveva scattato foto ai militanti..

Vediamo quindi chi sono quindi gli accusati. Un ventitreenne riconosciuto dal ragazzo aggredito come il primo che lo ha affrontato, è già noto alle forze dell'ordine per deturpamento e imbrattamento di cose altrui; un ventinovenne ha precedenti per danneggiamento e divieto di accesso alle manifestazioni sportive; un trentacinquenne, che la vittima ha indicato come colui che lo ha insultato e picchiato con pugni in faccia e calci, ha una sfilza di precedenti: per porto d'armi e oggetti atti a offendere, rissa, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, deturpamento e imbrattamento di cose altrui, violenza per motivi razziali etnici nazionali o religiosi, accensioni ed esplosioni pericolose, violenza privata; infine un quarantenne N.M. ha precedenti per rissa, violenza privata, maltrattamenti contro famiglia o conviventi, danneggiamento e ricettazione. L'unico incensurato, anche lui ventitreenne, è stato infine riconosciuto dal personale dela Digos attraverso i filmati, mentre raccoglie il cellulare della vittima e se lo mette in tasca.

Poiché subito dopo l'aggressione il gruppo è rientrato nella vicina sede di via Aspromonte 31, gli investigatori della questura, come richiesto dalla Procura, hanno perquisito questa sede e quella di via Palmieri 1: nella prima sono stati trovati una decina di mazze di legno, mentre un'accetta, due coltelli, alcuni manuali e libri d'istruzione per militanti, giubbotti, cappellini, scarpe, pantaloni e un casco da motociclista indossato durante l'aggressione, sono stati rinvenuti a casa del 35enne.

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