A Milano è allarme sicurezza. E Sala fa solo scaricabarile

Sala si assume la responsabilità della grave mancanza di sicurezza di Milano ma punta il dito contro la pandemia e invoca lo Stato

A Milano è allarme sicurezza. E Sala fa solo scaricabarile

Milano non è una città sicura. Lo dimostrano le tante, troppe denunce che la collocano come fanalino di coda nella classifica delle città italiane più sicure. Le violenze di capodanno, che hanno sollevato tante polemiche, sono solo la punta di un iceberg molto più profondo. Da anni viene lamentata una situazione di grave pericolo in città, soprattutto nelle ore serale. Sono tante le pressioni che ora vengono fatte sull'amministrazione di Beppe Sala da parte di chi chiede risposte e, soprattutto, soluzioni. Il sindaco di Milano è intervenuto in apertura del Consiglio comunale sul tema sicurezza, sia per riferire sulle violenze di capodanno, sia per riferire sul vigile urbano aggredito qualche giorno fa in zona Navigli.

Ma sarebbe sbagliato fermarsi solo a questi due episodi, perché da anni Milano è quasi una terra di nessuno. Questi sono solo l'ultima goccia, che ha portato la situazione di Milano alla ribalta nazionale. Da anni, per esempio, la stazione Centrale è nella morsa di sbandati e personaggi pericolosi che rendono quella zona pericolosa per chi transita per la seconda stazione italiana per numero di passeggeri.

Migranti che dormono nei sacchi a pelo della piazza antistante la stazione, accoltellamenti e risse sono quasi all'ordine del giorno in quella zona. Ma basta camminare nella periferia, a volte anche nel centro, di Milano per trovare situazioni di estremo degrado, tra senzatetto che dormono sotto i ponti o nelle case occupate, tra degrado e situazioni sanitarie oltre il limite del disumano. Ci sono poi gli agguati compiuti per le rapine e le aggressioni sessuali, che minano continuamente la sicurezza dei cittadini, lo dimostra il fatto che l'università Bocconi è stata costretta a istituire un servizio di scorta per i suoi studenti, vittime di aggressioni nel tragitto di rientro a casa.

Ora, nel suo intervento in consiglio comunale, il sindaco Sala scarica la responsabilità della situazione drammatica di Milano sul Viminale. "Ci aspettiamo che l'ingente sforzo del Comune di Milano sia accompagnato da un adeguato e immediato rinforzo da parte dello Stato. L'ordine pubblico in Italia è affidato al ministero dell'Interno e questo esercizio trova la sua applicazione nel comitato provinciale di ordine e sicurezza che ogni mercoledì da sempre riunisce le istituzioni intorno al prefetto. È poi il questore, sugli indirizzi del prefetto, a stabile l'intermediazione operativa", ha detto Beppe Sala.

È vero che la gestione delle forze dell'ordine è in mano al ministero dell'Interno ma è altrettanto vero che Beppe Sala è sindaco di Milano al secondo mandato. Ha quindi superato il quinto anno di permanenza a Palazzo Marino e i problemi della metropoli lombarda non nascono adesso. Le criticità di Milano vengono denunciate da anni dall'opposizione, che lamenta anche politiche immigratorie assenti, anche e soprattutto nella gestione degli stranieri che arrivano in città e che, trovandosi in estrema difficoltà, vivono spesso oltre i limiti della legalità.

Il tutto senza che sia mai stato fatto un passo concreto per la risoluzione dei problemi della città. Anzi, in più occasioni Beppe Sala ha difeso l'immigrazione irrazionale, addirittura considerandola un plus: "A Milano, diciamo anche questa semplice verità, noi abbiamo il 20% di immigrati. Ma apriamo gli occhi: noi con questa decrescita e denatalità che abbiamo, abbiamo bisogno di immigrazione. Non è buonismo, è intelligenza".

Ma non è questa l'immigrazione di cui ha bisogno Milano, l'immigrazione violenta e impermeabile alle regole e alle leggi, che proprio a causa dell'atteggiamento buonista di una certa politica si sente pressoché intoccabile e libera di delinquere. Se Milano è arrivata a questo punto, è anche colpa di una mancata politica interventista nel passato, di una mancata presa di coscienza sulla reale strada che la città aveva imboccato, senza che da Palazzo Marino venisse messo un freno al declino sociale della città che, all'estero, vuol essere considerata come un simbolo di modernità e integrazione. Ma è questa l'integrazione?

Le forze politiche d'opposizione ora chiedono le dimissioni dell'assessore alla Sicurezza Marco Granelli. Intanto, come atto dovuto, necessario ma inutile, Beppe Sala in Consiglio si è assunto ogni responsabilità ma sbaglia ad addossare la responsabilità alla pandemia, perché Milano era pericolosa già prima che esplodesse il Covid, con le sue conseguenze.

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