Sala torna alla carica: "Conte cambi dei ministri"

Il consiglio: "Ora serviranno i migliori". E avvisa: "A scuola da settembre o rompo le scatole"

A questo punto si aspettano nomi e cognomi, perchè in pochi giorni il sindaco Beppe Sala ha mandato a dire al premier che alcuni ministri andrebbero spediti a casa prima dell'autunno. «Senza voler essere irrispettoso» ha premesso ieri a Radio24 «ma al premier Conte ricordo che la compagine ministeriali non è che non possa essere rivista, gli chiedo di fare una riflessione, quando il vento diventerà davvero forte avrà bisogno dei migliori italiani al suo fianco». Sala è convinto che il periodo più critico sarà ottobre «l'autunno caldo italiano» quando «è possibile che le agenzie di rating declassino l'Italia, e aumenterà lo spread, sarà un momento difficilissimo. Conte deve rafforzare la sua struttura. E la collaborazione tra tecnici e politici funziona per un brevissimo periodo, usano due linguaggi diversi, lo dice uno che è stato da entrambe le parti». E forse non si augura solo un rimpasto. Nelle scorse settimane intervistato da La Stampa Sala aveva lanciato l'idea di una «nuova Costituente repubblicana che insieme al Parlamento coinvolga anche rappresentanti di sindaci e presidenti di Regioni». Una squadra che potrebbe coinvolgerlo in prima persona. Intanto, sostiene che Conte «non si è mosso male, per quello che ci aspettavamo da lui e per l'esperienza che ha dovuto maturare in fretta». La sua preoccupazione è che il lockdown ha costretto tante imprese a rimanere bloccate per oltre due mesi e ora i consumi non riprenderanno subito, quindi «si sta andando verso una crisi sociale ed economica profonda, inizieranno manifestazioni in piazza ma sopratutto tante famiglie saranno in difficoltà. La mia opera si concentrerà lì. Milano ha circa tre miliardi di debito ma anche un patrimonio immobiliare e in società partecipate e in A2a che vale molto di più. Potremmo aumentare il debito con enorme facilità ma alle regole attuali dovremmo usare i soldi per investimenti e non sulla spesa corrente, la legge non lo permette. Ma dico al governo che le regole si possono cambiare, io non voglio tagliare servizi perchè abbiamo vincoli di Bilancio, non voglio farlo anche per riconoscenza ai cittadini che hanno creato la Milano che conoscevamo».

Sala è tornato a parlare della Summer school che sta organizzando da metà giugno per i bimbi che hanno entrambi i genitori al lavoro. «Intendiamo aprirle il 15 quando finiscono teoricamente le scuole, ma stiamo analizzando ad esempio la questione della sanificazione che non è irrilevante - spiega -. Credo che se si useranno soprattutto gli spazi aperti e si metterà in campo una collaborazione tra Comune, associazioni e oratori ce la potremo fare. Stiamo mettendo a punto un protocollo con i medici che garantisca le famiglie». E al posto del videomessaggio ai milanesi su Facebook ieri ha postato un collegamento con i bimbi della scuola primaria Riccardo Massa di zona Uruguay, ogni alunno era connesso con il pc da casa. «Vi prometto che se ci sarà il rischio di non riaprire le scuole a settembre - ha detto - comincerò a rompere le scatole a tutti». La ministra M5S Lucia Azzolina (forse una di quelle nel mirino) è avvertita.

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Commenti

RTRTRTRT

Mer, 20/05/2020 - 15:07

Non cambia nulla,si sostituirebbero ministri di roma e del sud con altri ministri di roma e del sud,che non sono certo amici di Milano. Più che guardare all'esterno il sindaco di Milano dovrebbe guardare all'interno poichè i burocrati romani e del sud hanno okkupato da tempo anche le municipalizzate di Milano,e questo significa che l'efficienza e i tanti dividendi che staccavano al comune rischiano di scomparire,per il modus operandi dei burocrati di roma e del sud sempre sensibili alle sirene che li pressano da roma,dal sud e dalle nazioni estere per limitare Milano affinchè economia,risorse e attività si trasferiscano a roma,al sud e all'estero,animati dal motto:"Dovunque ma non a Milano!".Insomma il rischio è che ci ritroviamo,nella ripartenza dallo scusavirus,con le municipalizzate milanesi con le "ali tarpate",o con le "ruote bloccate" come l'Alfa romeo negli anni 70/80,bloccata dai suddetti burocrati a Milano per poi essere trasferita a roma e al sud.

tiromancino

Mer, 20/05/2020 - 16:05

Non se ne può più, dategli il biglietto,di solo andata,per Roma,non ha nulla da fare a Milano,a parte quelle orride piste ciclabili

Ritratto di giangol

giangol

Mer, 20/05/2020 - 17:06

e i milanesi cambino questo sindaco