La Tasi si abbatte sui milanesi ma c'è un giallo da 35 milioni

Con un abile gioco di prestigio la giunta arancione riesce a portare al massimo l'aliquota sulla casa, senza destinare tutti i fondi sulle detrazioni e dirottandoli invece per ripianare il buco di bilancio. Un'operazione «non legittima» per l'opposizione a Palazzo Marino. Venerdì la giunta ha approvato la delibera sulla Tasi con il risultato che pagheranno più milanesi e più di prima. Se nel 2012 gli esenti erano 22mila, quest'anno saranno solo 4200, mentre 18mila sborseranno tra i 21 e i 42 euro. Così la fascia che conta il maggior numero di prime abitazioni è quella con rendite catastali tra i 600 e 700 euro: 32mila alloggi per i quali proprietari pagheranno 274 euro, 4 in più.
Il Governo ha concesso ai Comuni la facoltà di applicare l'aliquota Tasi tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille e dove spalmarlo purché si reperiscano fondi per le detrazioni, dal momento che è sparito il bonus di 200 euro della ex Imu. L'amministrazione non si è lasciata scappare la ghiotta occasione: lo 0,8 per mille è stato tutto caricato sulle seconde case per un contro valore di 75 milioni di euro. Peccato che alle detrazioni si siano riservati 40 milioni di euro, o meglio 20.

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