Trovati a giocare nel parco: denunciati cinque ragazzi

Sorpresi dai poliziotti: "Aspettiamo un'amica". I carabinieri: "I più indisciplinati sono i giovani"

Continua la linea dura adottata dalla città di Milano per i controlli contro il contagio del Coronavirus. Una condotta ferma confermata dai dati diffusi quotidianamente dal Centro di monitoraggio permanente della prefettura che da martedì fino al primo pomeriggio di ieri ha svolto ben 9mila252 controlli tra persone ed esercizi commerciali (i dati di ieri: 5mila123 persone e 4329 negozi e bar), per un totale complessivo negli ultimi sette giorni di 67mila018 verifiche. Sul fronte delle denunce finora hanno riguardato 2mila508 persone (solo ieri 292 per il mancato rispetto del decreto istituzionale e altre 14 per aver rilasciato false dichiarazioni) a cui vanno ad aggiungersi oltre 1500 esercizi commerciali sanzionati (69 il dato fornito ieri). Su un elemento chi svolge i controlli è concorde: il problema più difficile restano i ragazzi, i giovani. La maggior parte dei quali mostra di avere grosse difficoltà a starsene in casa.

Il commissariato di polizia di Lambrate ha comunicato di aver identificato e denunciato martedì cinque giovani che non hanno rispettavano le norme del decreto dell'8 marzo. Si tratta di una ragazza di 21 anni e di quattro ragazzi di 21, 22, 23 e 25 anni, trovati intorno alle 18.30 in piazza Vigili del Fuoco, a Rubattino, in gruppo, diretti al parco di Lambrate. I cinque non solo non stavano rispettando le distanze di sicurezza ma, una volta che la polizia ha chiesto quali fossero i motivi per cui, nonostante le disposizioni del decreto, se ne stavano in compagnia, hanno risposto in maniera laconica: «Stiamo aspettando una nostra amica».

«I giovani fanno più fatica ad accettare le restrizioni, perché forse non hanno ancora la piena consapevolezza o si sentono meno vulnerabili, ma certi comportamenti possono davvero fare la differenza: bisogna stare a casa. Ancora in troppi ci chiedono se possono correre o andare in bici. Bisogna stare chiusi in casa e uscire solo per reali esigenze: il lavoro, la spesa, la farmacia» ha dichiarato ieri il colonnello Luca De Marchis, comandante provinciale dei carabinieri di Milano, in una intervista rilasciata all'Adnkronos. Sulle strade di Milano e provincia ogni giorno l'Arma ha infatti ben 620 carabinieri impegnati nei controlli per il rispetto delle regole, ma i trasgressori che si credono furbi e vengono denunciati non mancano.

«Tantissimi ci chiedono ancora cosa possono o non possono fare. I nostri uomini rispondono alle domande più svariate, ma il messaggio è solo uno: è il momento della responsabilità e della rinuncia. Spiace constatare che ancora tanti continuino ad aggirare le regole» ha concluso De Marchis.

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Commenti
Ritratto di nando49

nando49

Gio, 19/03/2020 - 10:28

Anche a Milano al parco di Bruzzano ingresso da via Bisnati si vedono molti ragazzi che giocano a pallavolo e molte persone a fare conversazione seduti sulle panchine.

gjallahorn

Gio, 19/03/2020 - 17:06

Tenete presente che non tutti hanno il super attico dove restare in casa per quindici giorni. Se sei in bilocale con i tuoi genitori, non sempre con la testa a posto, forse occorerrebbe un pò di tolleranza. Mi sembra una deriva un pò pericolosa ed eccessiva il penale per una passeggiata ed addirittura 12 anni di detenzione minacciati dal "Giuseppi", "Peppy, Puppy". Quando non si riesce a comunicare e si è contraddittori nel comportamento si hanno sempre atteggiamenti isterici.