Tutti contro tutti (su tutto) Riecco la sinistra dei Tafazzi

I candidati si beccano, il partito li congela e Renzi non decide Dopo l'illusione decisionista torna il solito Pd che ama perdere

Candidati, segretari, premier: tutti contro tutti. È piena baruffa nella sinistra di Milano. E non si tratta di programmi. Il tema è ovviamente quello dell'aspirante successore di Giuliano Pisapia, che ritirandosi a maggio ha dato il suo bel contributo. La situazione è nota: nel Pd cittadino emergono due candidature ma non convincono il partito nazionale, che però non ha in mano una carta vincente. O la tiene coperta, aspettando di non farle, queste primarie. Qualcuno ha proposto un compromesso: un ticket fra il presunto candidato di Renzi, il commissario Expo Giuseppe Sala, e il milanese Majorino. Ma intanto Sala si è molto defilato, forse ritirato. E il segretario milanese, Pietro Bussolati, ha congelato le candidature fino alle primarie, che forse non si faranno. Lo stallo è evidente. Siamo tornati in piena fase Tafazzi, quindi, il personaggio di «Mai dire gol» che si infliggeva (senza alcun senso) sonore bottigliate sulle parti intime. Incertezza, baruffe, carenza di leadership. E dopo l'illusione del decisionismo, sono rispuntati a Milano i vecchi vizi dell'inconcludenza e del «tafazzismo».

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