Il ministro Galan: "Cultura è benzina del paese Non servono più soldi ma capacità di investire"

Il ministro dei Beni culturali illustra al Senato le linee programmatiche del suo dicastero: "Proporrò che gli introiti di musei e siti archeologici tornino al ministero e non vadano al Tesoro". E poi: "Abbiamo 31 miliardi da investire"

"La cultura è la benzina del paese". Non ha dubbi il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, presentando al Senato le linee programmatiche del suo dicastero. "Bisogna investire, non servono più soldi ma capacità di spendere. Quando si ha capacità, i soldi si trovano, l’esempio è Pompei", dice il ministro, che poi aggiunge dettagli di spesa: "Ci sono per la cultura 31 miliardi di spesa da investire". "L’articolo 9 della Costituzione, che promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione, costituisce la piattaforma ineludibile per tutti gli schieramanti politici", ha poi dichiarato Galan che ha concluso con alcune proposte.

La prima: "Proporrò anche che tornino al ministero direttamente gli introiti dei musei e siti archeologici che oggi vanno al Tesoro". La seconda: un Consiglio dei giovani per il ministero dei beni culturali con i migliori laureati italiani nel settore. I soprintenti "saranno la garanzia della continuità dello sviluppo. Per le imprese, sottolinea , "non saremo burocrazia che dice no, garantiremo sviluppo vero senza rovinare bellezza. Darò impulso al lavoro di Bondi dando impulso al Codice dei Beni culturali, farò norme per facilitare capacità di spesa del ministero. Così per restauri non grandi ma importanti si eviteranno lungaggini".

Infine, il ministro Galan ha annunciato che riiunirà "al più presto il comitato ministri per il punto sulle necessità della cultura" e presenterà "la richiesta al Cipe per le priorità il palazzo del cinema di Venezia, l’auditorium di Firenze e di Reggio Calabria, in quella occasione chiederò anche risorse per Brera".

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