Honor a Londra: più di un pieghevole, la sfida è l’ecosistema

Cosa si nasconde dietro al lancio del nuovo pieghevole di Honor?

Honor a Londra: più di un pieghevole, la sfida è l’ecosistema
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Dietro alla presentazione del nuovo pieghevole di Honor, a Londra, c'è di più. Honor ha portato in Europa il Magic V5, certo, ma il vero messaggio sta altrove: nell’idea che un brand cinese, nato come spinoff e oggi indipendente, possa iniziare a competere non solo sul prodotto ma sull’ecosistema. Laptop, tablet e smartphone, insieme, diventano la leva per passare da outsider a marchio riconosciuto nel segmento premium occidentale.

Il Magic V5 (qui la nostra recensione), con la sua batteria silicio-carbonio e il prezzo appena sotto a quello di Samsung, serve da catalizzatore mediatico: è il prodotto eroe che calamita l’attenzione. Ma la strategia si legge tra le righe e negli altri modelli mostrati dal produttore: in parallelo debutta, per il momento solo in UK, il MagicBook Art 14, un portatile ultrasottile che richiama inevitabilmente il modello Apple di integrazione hardware e software, e arriva anche il MagicPad 3, tassello di un puzzle che va oltre lo smartphone. Honor non vuole più essere un nome “occasionale” per chi cerca un buon rapporto qualità/prezzo: vuole legittimarsi come fornitore di un'esperienza completa, in grado di trattenere l’utente e spingerlo a restare dentro l’ecosistema.

Honor MagicBook Art 14


Si tratta di un salto culturale e industriale insieme: portare in Europa più categorie di prodotto significa affrontare nuovi costi di certificazione, logistica, distribuzione, marketing, con margini inizialmente ridotti. Ma significa anche costruire qualcosa che i brand cinesi hanno inseguito per anni: una percezione di solidità e affidabilità paragonabile a quella dei brand americani e sudcoreani. Nel Vecchio Continente, dove la contrazione del mercato smartphone è evidente, la carta dell’ecosistema è forse l’unico modo per crescere senza inseguire soltanto lo sconto e le offerte gridate durante gli Amazon Prime Day, le festività e il Black Friday.

C’è anche un aspetto economico cruciale: i margini operativi sugli smartphone oscillano tra il 3 % e l’8 % per i brand cinesi non di fascia alta, mentre nei laptop e tablet premium possono salire al 15‑20 % se supportati da servizi e accessori. Significa che spingere un portatile o un tablet non è solo una questione di immagine: aumenta il valore medio per cliente e diversifica il rischio. Apple ha costruito la sua capitalizzazione proprio su questa logica; Samsung ne ha fatto una strategia con Galaxy Book e Galaxy Tab. Honor sembra voler replicare quel modello nel mondo premium, partendo però con una sfida doppia: convincere un pubblico europeo scettico e costruire canali retail in grado di raccontare non solo la scheda tecnica, ma l’integrazione tra i prodotti che farà la differenza nell'utilizzo quotidiano.

La mossa dei 7 anni di aggiornamenti promessi per il Magic V5 è parte della stessa operazione: rassicurare il consumatore, parlare la lingua delle regole europee sulla sostenibilità e sui cicli di vita, posizionarsi come brand responsabile. In altre parole, il pieghevole non è solo un dispositivo, ma un portabandiera e il laptop e il tablet sono satelliti che servono a far apparire Honor più matura, più completa.

Honor MagicPad 3


Ma questa strategia non è iniziata oggi. Al MWC 2025 Honor ha presentato l'Alpha Plan, una strategia di trasformazione brand volta a evolvere da semplice produttore di smartphone a ecosistema basato anche sull'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale, abbracciando la realtà dei PC, dispositivi mobili, tablet e accessori.

Resta da capire quanto gli europei siano pronti a credere in questo progetto: i prezzi sono ormai allineati, quindi il vantaggio competitivo non è più il low cost in senso assoluto, ma la capacità di differenziarsi e di offrire un "value for money". Sarà sufficiente una batteria innovativa, un design sottile e un ecosistema che promette integrazione? Oppure ci vorrà tempo, fiducia e una narrativa di marca ancora più solida per scalzare i giganti?

Sicuramente il software dovrà superare la prova più dura, ma la giornata londinese ha mostrato che Honor non gioca più in difesa. Ha consolidato il suo ecosistema di prodotti che interagiscono tra loro, e quello è un terreno su cui si costruiscono le vere rendite di posizione nel lungo periodo, la cosiddetta gabbia dorata che ha reso tanto celebre Apple ad esempio.

Con V5, più che un

pieghevole, in Europa è arrivato il consolidamento di strategia che parte dal Regno Unito con il nuovo trittico di prodotti e che sarà interessante osservare man mano che si diffonderà nel resto del Vecchio Continente...

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