Incendi ed esplosioni misteriose: che cosa succede a Mosca

Un grosso incendio si è sviluppato in un magazzino di mobili e materiali in gomma a Mosca, nella parte meridionale della capitale russa. Da quando è iniziata la guerra in Ucraina episodi del genere si sono moltiplicati

Incendi ed esplosioni misteriose: che cosa succede a Mosca

Nelle ultime ore un incendio e un'esplosione hanno scosso il cuore di Mosca. Nel sud della capitale russa, nell'area di Moskvorechye-Saburovo, le fiamme hanno inghiottito una struttura industriale in circostanze ancora da chiarire. Quasi in contemporanea, una forte deflagrazione di origine ancora sconosciuta ha colpito un edificio residenziale a Ramenskoye.

Un altro edificio in fiamme

Per quanto riguarda l'incendio, secondo quanto riportato dall'agenzia Ria Novosti, sarebbe stato coinvolto un edificio produttivo. In un primo momento le fiamme avevano divorato 100 metri quadrati della struttura, poi saliti a 350 metri quadrati. Sul posto si sono subito fiondati i vigili del fuoco. Non sono state segnalate vittime e la situazione è presto tornata sotto controllo, mentre le autorità russe stanno lavorando per stabilire le origini del misfatto. L'ennesimo, a dire il vero, ad essersi verificato sul territorio della Federazione Russa dallo scoppio della guerra in Ucraina ad oggi.

L'emittente televisiva bielorussa di opposizione Nexta ha pubblicato su Twitter un filmato che mostra una densa nuvola nera alzarsi per decine di metri sopra l'immobile in fiamme. Nexta sostiene si tratti di un magazzino di mobili e materiali in gomma.

Diverso il discorso relativo all'esplosione avvenuta in un edificio residenziale a Ramenskoye. Il fuoco derivato dalla deflagrazione è stato facilmente domato e l'abitazione non risulta essere gravemente danneggiata. Il Comitato Investigativo locale e la procura della regione di Mosca stanno ancora indagando. Dalle prime indagini, pare tuttavia che la causa dell'incidente sia da attribuire al malfunzionamento di un elettrodomestico. Secondo quanto riportato da m24.ru, a seguito dell'accaduto nessuno è rimasto ferito ed è stato avviato un procedimento penale ai sensi dell'articolo "Tentativo di omicidio commesso in modo generalmente pericoloso".

I precedenti

Come detto, non è la prima volta che il governo russo deve fare i conti con episodi del genere. La notte del 25 aprile un ordigno pirotecnico è esploso sul pianerottolo tra il settimo e l'ottavo piano di un grattacielo residenziale a San Pietroburgo. Nessuno è rimasto ferito ma 66 residenti sono stati evacuati dall'edificio. In quel caso tutto sarebbe da collegare ad un tentativo di furto e non alle operazioni militari in corso in Ucraina.

Ma che dire dell'episodio risalente allo scorso 21 maggio? Le fiamme hanno divorato uno dei più importanti centri di ricerca militare di Mosca, alimentando le teorie sulla cyberwar incendiaria che avrebbe come obiettivo proprio la Russia di Vladimir Putin. L'ennesimo incendio si era sviluppato in una sottostazione di trasformazione dell'Istituto centrale di aeroidrodinamica Zhukovsky (TsAGI), alle porte di della capitale. Il bersaglio coincideva con "il centro di ricerca più grande del mondo", secondo i russi, dove si sviluppavano gli studi su quasi tutti gli aerei, dai Mig all'Ilyushin 96 fino al Buran. Le fiamme si erano sviluppate "in un'area di 30 metri quadri ed erano state estinte senza vittime", ha fatto sapere una fonte all'Interfax.

Insomma, dall'inizio della guerra le fiamme hanno avvolto diversi istituti e impianti russi, molti dei quali più o meno direttamente collegati alle operazioni belliche, alimentando soprattutto sui social la tesi del sabotaggio cybernetico, sul modello di quello utilizzato in Iran per distruggere centinaia di centrifughe nucleari, andate in tilt dopo l'esposizione al virus informatico Stuxnet. C'è poi chi si spinge a teorizzare che dietro agli incendi vi sia la mano di una fantomatica quinta colonna ucraina schierata oltre le linee. Il mistero resta irrisolto.

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