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Julian Assange: "Lascerò presto l'ambasciata"

L’ambasciata dell’Ecuador (dove è rinchiuso da 2 anni) vorrebbe farlo ricoverare, sfruttando un’auto diplomatica come ambulanza. Le autorità britanniche avrebbero respinto la richiesta

Julian Assange: "Lascerò presto l'ambasciata"

Julian Assange, il fondatore di Wikileaks rifugiatosi all’ambasciata dell’Ecuador a Londra, sarebbe pronto a consegnarsi alle autorità in quanto affetto da problemi cardiaci e bisognoso di cure particolari. Il DailyMail scrive dal canto suo che l’ambasciata dell’Ecuador ha chiesto l’autorizzazione per farlo ricoverare, sfruttando un’auto diplomatica come ambulanza, in modo da evitare l’arresto. Ma le autorità britanniche avrebbero respinto la richiesta.

Assange è ricercato dalla giustizia svedese, che intende ascoltarlo, dopo accuse di stupro nei suoi confronti. Il fondatore di Wikileaks si è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador due anni or sono, nel timore - sostiene - di essere poi consegnato alle autorità statunitensi, pronte a chiedere una sua condanna all’ergastolo dopo la pubblicazione di decine di migliaia di documenti diplomatici riservati.

"Io l’ambasciata la lascerò presto, ma forse non per le ragioni che pensa lei", ha detto Assange rispondendo alle domande di un giornalista in conferenza stampa. "Spesso viene detto falsamente che io ero stato accusato in Svezia da una donna di un grave crimine, questo è falso. Nessuna donna mi ha denunciato, anzi questa donna ha smentito qualsiasi rapporto con me", ha dichiarato Assange. Che poi ha aggiunto: "Si sono fatte speculazione su tutta una serie di comportamenti da parte mia che non sono mai stati posti in essere. Io non sono mai stato incriminato per tali reati in Svezia". Il fondatore di Wikileaks poi ha tuonato contro gli Usa: "C'è contro di me un'indagine aggressiva da parte degli Usa. Questa indagine mette a rischio tutti gli editori e giornalisti".

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