Londra, le vittime di stupro saranno costrette a dare i cellulari alla polizia

Le organizzazioni femministe sono insorte: "Così molte vittime non denunceranno"

Londra, le vittime di stupro saranno costrette a dare i cellulari alla polizia

Da ora in avanti, in Inghilterra e Galles, le vittime di violenza sessuale dovranno permettere alla polizia di analizzare i dati dei loro cellulari, compresi "messaggi, fotografie, email e profili social".

A chi denuncia uno stupro verrà chiesto di riempire un modulo che consentirà agli agenti di accedere ai dati personali della vittima e, nel caso in cui ci si rifiutasse di dare il permesso di indagare o di "utilizzare materiale che consentirebbe di avere un processo equo, potrebbe non essere possibile continuare le indagini o l'azione penale". La decisione è stata presa dopo che diverse inchieste per stupro si erano risolte in un nulla di fatto, quando erano spuntate informazioni-chiave presenti nei cellulari.

All'apprendere questa notizia, le associazioni femministe sono insorte: "Sembra di essere tornati al passato, quando le vittime di stupro erano trattate come sospettati", hanno detto le attiviste del'Ong londinese, Centre for Women's Justice, annunciando anche il ricorso contro la norma. Con l'obbligo di fornire i dati del cellulare, alcune vittime di stupro potrebbero scoraggiarsi nel denunciare, dato che "il passato delle loro vite verrebbe controllato in maniera profonda", a detta della fondatrice della onlus, l'avvocato Harriet Wistrich. La donna infatti ha raccontato al Daily Mail la storia di Olivia, violentata da un uomo che si era finto un tassista di Uber e che aveva accettato di far controllare il suo cellulare: "Il telefono contiene molti dei momenti più personali della mia vita. Il pensiero che estranei lo setaccino, provino a usarlo contro di me, mi fa sentire violentata un'altra volta".

Il National Police Chiefs Council (l'organismo che coordina le diverse forze di polizia britanniche) sta cercando di rassicurare circa le modalità con cui verrebbero acquisiti i dati personali: "Gli investigatori dovranno esaminare solo le informazioni che costituiscono un filone di indagine ragionevole. Non accadrà sempre, sarà più probabile nei casi in cui vittima e sospetto si conoscono a vicenda".

Tuttavia, il documento specifica anche se tra i dati presenti sul cellulare della vittima venissero alla luce elementi utili alla difesa dell'imputato, allora questi potrebbero essere usati per provarne l'innocenza, secondo quanto riferito da AdnKronos. Inoltre, se dal telefono emergessero prove di altri reati che non riguardano la violenza, queste potrebbero consentire agli investigatori di aprire ulteriori indagini.

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