Covid, ora gli scienziati francesi esortano al "grande passo"

In Francia l'Accademia Nazionale di Medicina chiede al governo che si introduca l'obbligo vaccinale. "Obbligo non è una brutta parola quando si tratta di vaccinare contro il Covid-19"

Covid, ora gli scienziati francesi esortano al "grande passo"

L'Accademia Nazionale di Medicina di Francia chiede al governo di fare "il grande passo", ossia introdurre la vaccinazione obbligatoria contro il Covid-19. È quanto scritto in un comunicato stampa pubblicato questa mattina e inoltrato al presidente Emmanuel Macron e a tutti i suoi ministri.

Cosa dice il comunicato

In attesa che il pass sanitario francese possa diventare l'equivalente del super green pass italiano, l'Acadèmie ritiene che sia arrivato il momento di parlare "in modo chiaro e sincero" di "obbligo di vaccinazione", un obbligo che non sia "mascherato, esattamente come gli altri obblighi di vaccinazione attualmente in vigore". Nel comunicato stampa titolato, volutamente, "Obbligo di vaccinazione contro il Covid-19: osiamo fare il grande passo", gli esperti francesi chiedono a gran voce che si prendano ad esempio altri Paesi europei, tra cui l'Italia, che ha introdotto seppur parzialmente l'obbligo del vaccino per una parte della popolazione. La richiesta è motivata dal "rimbalzo impressionante" della diffusione della variante Omicron in Francia che sta creando un "notevole aumento del numero giornaliero di nuove infezioni" ma soprattutto la "saturazione dei servizi di terapia intensiva, anche a causa delle forme più gravi della malattia".

"Obbligo non è una brutta parola"

L’Académie nationale de médecine ha sottolineato come, già nel maggio 2021, si fosse dichiarata favorevole all'obbligo suggerendo di effettuare la vaccinazione contro il SARS-CoV-2 "per qualsiasi attività che comporti un assembramento di persone, essendo lo stato di vaccinazione individuale verificabile mediante un pass di vaccinazione". In quel periodo, il primo comunicato relativo alla questione pandemia, fu intitolato proprio "Non è una brutta parola quando si tratta di vaccinare contro il Covid-19", sottintentendo, ovviamente, la parola obbligo. Come abbiamo visto sul Giornale.it, Emmanuel Macron si scaglia da sempre contro i no vax anche a costo delle minacce ricevute e di una percentuale di voti elettorali persi. Chissà se, con la presa di posizione degli accademici, riceverà un'ulteriore spinta verso l'obbligo vaccinale alla popolazione francese.

"Non è una minaccia di punizione..."

L'Accademia, però, non risparmia ulteriori stilettate al governo. "L'introduzione del pass sanitario, entrato in vigore il 9 giugno 2021, ha rappresentato un passo importante nella lotta alla pandemia" ma, si legge, è stata una "misura troppo tardiva per contenere una quarta ondata di epidemia apparsa a luglio e troppo parziale per evitare la quinta ondata apparsa a novembre, il 10% degli eleggibili alla vaccinazione (cioè di età pari o superiore a 12 anni ) che non sono stati ancora vaccinati". Infine, gli esperti accademici concludono affermando che di fronte "a un'epidemia mortale e non controllabile con nessun altro mezzo, la vaccinazione obbligatoria è un dovere civico e non una minaccia di punizione che dovrebbe portare all'adesione di una grandissima maggioranza di francesi. La proposta è di introdurre l'obbligo a tutti i luoghi di ritrovo, dai negozi ai mezzi pubblici, ma anche a tutte le persone che lavorano a domicilio con anziani e vulnerabili

"Contagi reali 500mila-1milione"

Intanto, i "contagi reali" che quotidianamente si contano in Francia potrebbero essere tra i 500mila e il milione, più del doppio di quelli dichiarati nei bollettini con i nuovi positivi. È quanto affermato dal ministro della Salute, Olivier Veran, in un'intervista a FranceInfo. "Quando la variante Omicron fa registrare 370 mila contagi al giorno si può ritenere che non si è nella realtà tanto lontani dal milione di casi, forse un pò meno perchè facciamo tantissimi test, ma probabilmente più di 500 mila casi ci sono". Secondo il ministro "è ormai certo che le misure tradizionali non hanno impatto su una variante così contagiosa. Non lasceremo circolare Omicron", ha concluso.

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