"Resa inaccettabile". L'ultimo affronto del battaglione Azov allo Zar

La conferenza stampa del vice comandante del battaglione Azov Svyatoslav Kalina Palamar. Nessua resa: "Siamo consapevoli che potremmo morire"

"Resa inaccettabile". L'ultimo affronto del battaglione Azov allo Zar

La resa dei conti sembra ormai essere prossima all'acciaieria Azovstal, ma i soldati di Azov non intendono arrendersi all'esercito russo e in una dichiarazione ufficiale fanno sapere che continueranno a combattere fino alla fine. Malgrado la tensione di queste ultime ore, con i russi che, secondo le forze ucraine, sarebbero tornati ad attaccare, il capitano Svyatoslav Kalina Palamar, vice comandante del battaglione Azov (formazione vicina a posizioni di estrema destra) è riuscito a partecipare ad una conferenza stampa online per spiegare la situazione. "La resa per noi è inaccettabile, non avremmo grandi possibilità di sopravvivere se venissimo catturati", afferma Palamar. "I nemici vogliono distruggere gli ucraini, per noi è chiarissimo", continua.

Stando a quanto dichiarato da Palamar, gli uomini di Mosca avrebbero già ripreso a bombardare la zona nel tentativo di prendere l'acciaieria. Tante le persone evacuate in questi ultimi giorni tramite i corridoi sicuri garantiti dai soldati russi, tuttavia il vice comandante del battaglione Azov non assicura che tutti siano riusciti a mettersi in salvo.

Quanto all'identità della milizia, Palamar spiega "nel 2014 noi eravamo volontari e c'era una grande varietà di persone. Ci siamo lasciati il passato alle spalle e adesso siamo diventato il nuovo moderno esercito ucraino". Nella difesa di Mariupol il battaglione ha acquisito esperienza, e da poche persone il gruppo è passato ad avere molti volontari, dalla polizia alle pattuglie di confine. Il vice comandante non rivela però il numero esatto degli uomini a disposizione. Si tratta di un'informazione troppo sensibile.

"Ora i nostri politici stanno provando a negoziare con quegli animali. Ma non ricordano cosa hanno fatto? Non possiamo parlare con questa gente. Il nostro obiettivo è eliminare la minaccia", attacca Palamar, che evidentemente non è favorevole ad un accordo. "Qui stiamo difendendo il mondo libero. Non stiamo difendendo solo l'Ucraina, ma anche il mondo libero", precisa.

Diversa le versione dei russi, secondo i quali i membri del battaglione Azov starebbero utilizzando i civili come scudi umani. Svyatoslav Kalina Palamar spiega che chi si trovava all'interno dell'impianto stava invece cercando rifugio: "Questo doveva essere solo un campo di battaglia, senza civili. Per noi è stato scomodo avere civili accanto a noi ma dovevamo proteggerli, abbiamo provato ad allontanarli dalle posizioni militari, il più possibile". Insomma, per il rappresentante Azov, certe notizie farebbero solo parte della propaganda russa.

"Noi siamo consapevoli che potremmo morire in qualsiasi momento, stiamo provando a vivere con onore", prosegue Palamar. "I nostri contatti con il mondo esterno potrebbero essere sempre gli ultimi. Siamo accerchiati, non possiamo andare via, in nessuna direzione. Abbiamo rinunciato alle priorità della difesa personale. Non sprecate i nostri sforzi perché stiamo difendendo il mondo libero a un prezzo molto alto".

Il vice comandante del battaglione si appella dunque ai governi, chiedendo ad essi di fare il loro dovere.

Le sazioni, per Palamar, sono inefficaci e gli aiuti militari troppo pochi. "Non ne so molto di aiuti economici, lavoro nell'esercito, il mio lavoro è eliminare la minacce. Servono armi, munizioni, più addestramenti, più aiuti a livello logistico", conclude.

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