Scandalo video porno, adesso Macron candida il ministro Agnès Buzyn

Cambio in corsa per En Marche!, dopo lo scandalo che ha travolto l'ex candidato sindaco: ora a Parigi scende in campo Agnès Buzyn

Scandalo video porno,  adesso Macron candida il ministro Agnès Buzyn

En Marche!, la formazione politica fondata da Emmanuel Macron a ridosso delle ultime elezioni presidenziali, ha dovuto fare retromarcia: il candidato sindaco di Parigi sarà Agnès Buzyn, che deve così abbandonare l'incarico ricoperto nell'esecutivo francese.

La Buzyn era, in realtà è ancora, ma per poco tempo, a capo del Dicastero per la Salute. La mossa politica si è resa necessaria per via della bufera abbattutasi su quello che, per più di qualche settimana, è stato il candidato designato dai macroniani. La corsa per la carica da primo cittadino della capitale transalpina è destinata così a mutare. Almeno per quel che riguarda gli attori in campo. E Benjamin Griveaux, che adesso è impegnato in tutt'alto, esce definitivamente di scena.

Gli accadimenti sono ormai noti: Pjotr Pavlenskij, artista russo, che più fonti hanno definito "controverso", ha in qualche modo ammesso di essere stato l'autore della diffusione del video "hot", per non dire "porno", che ha per protagonista proprio Griveaux. La Buzyn, che è medico, adesso è chiamata al miracolo politico. Buona parte dei sondaggi rilevano un sostanziale e quasi paritario scontro tra l'attuale sindaco, Anne Hidalgo, che viene data in vantaggio, ma che però è membro di un Partito Socialista sempre più in crisi dopo la sconfitta patita due anni fa da Benoit Hamon, e Rachida Dati, che proviene dalle fila dei Repubblicani. Un dualismo che è stato annotato pure da Repubblica.

La competizione, per Emmanuel Macron, ed i suoi rischia di essere abbastanza compromessa. Il caso Griveaux, in realtà, influisce in maniera molto limitata: tutta la politica si è stretta, con dimostrazioni di solidaritetà, attorno al macroniano. L'ex candidato ha del resto subito un trattamento davvero particolare. Intanto, vale la pena sottolineare come l'artista russo, Pjotr Pavlenskij, sia stato sottoposto ad un fermo. La fattispecie da cui deriva il provvedimento, però, non riguarda la messa in rete del video. Ma l'opinione pubblica, comunque si siano svolti i fatti, sembra propendere dalla parte dell'esponente di En Marche!. Il tema, semmai, è quello della competitività: Parigi sembra essere stata persuasa dagli anni di amminsitrazione targati Anne Hidalgo, mentre Rachida Dati è già di per sè una solidissima alternativa alla maggioranza attuale.

Spazio per un terzo candidato di rilievo, insomma, ce n'è poco. E questo prescinde dallo scandalo del video. En Marche! - bisogna comunque ammetterlo - stupirebbe tutti, nel caso quella della Buzyn dovesse dimostrarsi una scelta vincente. L'ormai ex ministro, come evidenziato dalla fonte sopracitata, è quella che in gergo si chiamerebbe una "indipendente". Un po' come Bernie Sanders prima della iscrizione al Partito Democratico statunitene. Ma la corsa del "vecchio leone" del Vermont, da qualche giorno a questa parte, sembra in discesa. Quella della Buzyn è - com'era per Griveaux - lastricata di salite.