La moschea in cantina Residenti disperati: «Non se ne può più»

Ogni giorno invadono il cortile del palazzo. All’ora della preghiera non c’è verso di farli spostare. Stendono il loro stuoino, si inginocchiano e si rivolgono ad Allah. I musulmani si sono inventati una moschea anche a Pioltello. Nei palazzoni di via Cimarosa, già inguaiati per mille motivi, hanno acquistato lo scantinato e realizzato il loro centro islamico. Ma tutti, là dentro, non ci stanno. Ed ecco allora che si riversano nell’atrio, sulle aiuole, sotto le finestre dei vicini di casa. Ovunque ci sia uno spazietto per chinarsi e pregare. Duecento, ogni giorno. Sembra un po’ di rivivere le stesse scene di viale Jenner. Con un’unica differenza: gli islamici di Pioltello non si radunano sul marciapiede all’esterno del palazzo, ma nel cortile all’interno. I disagi sono gli stessi e le lamentele di chi deve convivere con i loro raduni anche. «Quando torno a casa - spiega una signora - devo perfino fare lo slalom tra di loro per poter raggiungere il mio portone». «E poi - aggiunge un’altra - la notte non si dorme. Dopo la preghiera si fermano tutti qui, mangiano, parlano ad alta voce, qualcuno alle tre di notte usa perfino il megafono. Non se ne può più». Uno degli amministratori di condominio dello stabile, Mariano Jara, ecuadoriano, ha cercato più volte di far spostare i fedeli: «Qui c’è gente che ha bisogno di dormire, ci sono i bambini» ha spiegato. Di tutta risposta, racconta, si è sentito «minacciare più volte di morte» e si è visto «spaccare due auto». «Il sindaco è al corrente di tutto - spiega -. Abbiamo anche fondato un comitato e denunciato più volte quelli del centro islamico». Stefano Di Caro, consigliere comunale di Forza Italia, ha preso a cuore il problema dei palazzoni: «Stiamo cercando un terreno - spiega - per far spostare i musulmani. Ne stiamo discutendo in Consiglio». Anche l’assessore alla Polizia locale della Regione Lombardia, Stefano Maullu, si sta interessando del problema e in un sopralluogo a Pioltello ha ascoltato i cittadini. «Qui - ha commentato - si ripropongono gli stessi problemi delle periferie di Milano. Oltre agli islamici, ci sono anche i peruviani che si ubriacano, urlano tutta la notte e sporcano le strade e i parchi. Ci sono gli abusivi, gli irregolari che rendono il quartiere pericoloso». E pensare che un tempo i palazzoni del Satellite erano perfino stati pubblicizzati da Mike Bongiorno come una sorta di Milano 2, un’oasi verde alle porte di Milano. Lo sarebbero ancora se non ci fosse tutto quel degrado. «Ormai - si lamenta un signore - gli italiani qui sono la minoranza. Gli stranieri non ci rispettano».

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