Chiudere il weekend di Shanghai con una storica tripletta vittoria-pole-giro veloce è un’impresa talmente pazzesca da non credersi. Farlo a neanche 20 anni è ancora più incredibile: prima di salire sul podio, Andrea Kimi Antonelli si fa sopraffare dall’emozione ed inizia a piangere, forse ricordando i tanti sacrifici fatti per arrivare in cima al mondo. Il Gran Premio di Cina è stato storico anche per Lewis Hamilton che, dopo una stagione da dimenticare l’anno scorso, riesce finalmente a salire sul podio con la Ferrari. Fine settimana di tutt’altro tenore per l’ex campione del mondo Max Verstappen e per la coppia della McLaren Norris e Piastri, che non è nemmeno partita. Sentiamo le reazioni dei protagonisti della gara a Shanghai.
L’emozione di Kimi Antonelli
La bandiera a scacchi saluta la netta vittoria di Kimi Antonelli, molto più maturo dei suoi 19 anni e sei mesi: non è abbastanza per battere il record fatto segnare dieci anni fa in Spagna da Max Verstappen di vincitore più giovane della storia della Formula 1 ma oggi conta poco o niente. L’emozione del pilota bolognese si sente già dalle comunicazioni alla radio col muretto: “Grazie mille! Mi avete consentito di realizzare uno dei miei sogni più grandi”. Il pilota felsineo non riesce a trattenere l’emozione quando viene intervistato in diretta dal parc ferme, ancora prima di salire sul podio. “Sono senza parole. Vorrei piangere a dire la verità. Grazie a tutti nella squadra perché mi hanno aiutato a raggiungere questo sogno”. Quando si copre il volto con le maniche della tuta per nascondere le lacrime dimostra come, nonostante la maturità e l’autostima, rimanga sempre un ragazzo diplomato da pochi mesi.
Il collega gli fa notare come sia il primo italiano dopo il trionfo di Giancarlo Fisichella nel Gp di Malesia del 2006 e Kimi si dice sorpreso. “Ieri avevo detto che volevo davvero riportare l’Italia in alto e oggi ce l’abbiamo fatta, anche se nel finale ho quasi avuto un infarto quando ho bloccato le ruote in frenata. Tutto sommato è stata una buona gara davvero”. Ora che è ad un punto dal compagno di scuderia Russell, Kimi non vuole pensare al sogno ancora più grande, il titolo di campione del mondo. “Siamo solo all’inizio, dobbiamo continuare a lavorare duro. George è un pilota incredibile, molto forte, ci vorrà molto per batterlo ma lavorare con lui è una grossa opportunità per me. Ho imparato molto da lui. Ora voglio pensare al resto della stagione, una gara alla volta. Vedremo dove saremo alla fine dell’anno”.
Hamilton: "Con Charles duello leale"
Il fatto che il suo primo podio con la Ferrari venga oscurato dalla prima vittoria di un pilota italiano in 20 anni non è certo il massimo per Lewis Hamilton ma il sette volte campione del mondo prova a fare buon viso a cattivo gioco. Le sue parole quando viene intervistato prima di salire sul podio dimostrano quanto Antonelli sia ben visto nel paddock ma anche quanto questa terza posizione sia la fine di un incubo per il ferrarista. “Prima di tutto vorrei fare le mie congratulazioni a Kimi Antonelli: è un onore per me essere in grado di condividere questo momento con te. Chiaramente si è preso il mio sedile in una grande scuderia come la Mercedes, alla quale faccio le mie congratulazioni. Hanno fatto benissimo e sono davvero forti in questo momento, dovremo lavorare tantissimo per riuscire a raggiungerli. Per quanto mi riguarda sono davvero contento: ho fatto ancora bene in partenza, cercando di fare del mio meglio per tenere dietro i piloti Mercedes. Battagliare così tanto rende questo uno dei gran premi più piacevoli della mia carriera. Anche la lotta con Charles Leclerc è stata dura ma corretta e molto divertente anche per me. Dobbiamo continuare a spingere sempre: in pista ci siamo anche toccati ma, per fortuna, il contatto non è stato grave. Le corse sono fatte così, bisogna lottare sempre. Devo davvero ringraziare tutti a Maranello per il lavoro fatto in questo inverno: non siamo ancora nella posizione che vorremmo occupare ma ora abbiamo una grande base sulla quale lavorare”.
Leclerc: "Mi sono davvero divertito"
A dare spettacolo nel finale della gara a Shanghai è stato sicuramente il prolungato duello tra le due Ferrari, che più volte sono andate vicino all’incidente. Se la cosa ha fatto sudare freddo i tifosi delle Rosse, a Leclerc non è affatto dispiaciuto incrociare le spade con il compagno di squadra. “Mi sono divertito davvero. Non so se il team direbbe la stessa cosa ma per me è stata una gara molto bella. Con queste vetture correre è davvero piacevole”. Sicuramente il monegasco avrebbe preferito salire lui sul podio invece di Lewis ma il duello con il compagno di box è stato tanto bello quanto complicato da gestire, visto il fatto di dover tenere sott’occhio la carica delle batterie. “Alla fine Lewis è stato semplicemente più forte questo weekend. Sono felice per il suo podio. Ovviamente da parte mia c’è un po’ di delusione per averlo perso, ma so di aver dato tutto”. Interessante il fatto che i sorpassi tra le due SF-26 siano avvenuti tutti nella parte centrale del circuito di Shanghai: questo, secondo Leclerc, dimostra come le attuali Formula 1 possano essere spettacolari.
“È stata una lotta dura ma corretta. Lewis è uno di quei piloti di cui ti puoi fidare quando corri ruota a ruota. Ci sono anche tante tattiche dall’interno dell’abitacolo: decidere chi prova l’attacco nell’ultima curva, quanto frenare tardi, come usare e gestire l’energia. Tutto questo rende la sfida davvero bella”. Per Charles ci vorrà ancora del tempo prima di capire come spingere al massimo queste monoposto e, magari, evitare i sorpassi all’esterno, più complicati visto il minor carico aerodinamico. Più preoccupante il distacco nei confronti della Mercedes che, a sentire il monegasco, sarebbe di circa quattro decimi al giro: “Dopo i test c’erano alcune cose che non tornavano in gara. Non capivo perché fossimo così vicini in Australia o nella Sprint. Adesso la situazione è più in linea con quello che ci aspettavamo”. La speranza della Ferrari è che i nuovi sviluppi in arrivo riescano a ridurre il gap e rendere le gare ancora più interessanti. Vedremo come staranno davvero le cose tra due settimane a Suzuka.