Tre podi nelle prime tre gare dell'anno sono come le tre rondini che non fanno primavera. La Ferrari c'è, ma non troppo, nel senso che la Mercedes resta lontana e ora è tornata in gioco pure la McLaren. «A Miami comincerà un altro campionato», dice Vasseur spingendo un po' più avanti la scadenza, ma ben sapendo che tra un mese non sarà solo la Scuderia a portare in pista degli aggiornamenti. Leclerc, soprattutto in qualifica, deve ancora capire bene come far andare d'accordo il suo talento con le nuove regole. Hamilton sembra aver già perso il feeling con la SF-26 e ha cominciato a chiedere un nuovo motore. «In gara ho faticato con la potenza: per qualche motivo è andata così. Ho dovuto difendermi per tutto il tempo. Tutti gli altri intorno a me sembravano avere più potenza: dobbiamo cercare di capire il motivo. Se il mio motore era giù o altro. Spero comunque in un motore nuovo, ci mancava potenza», la sua idea.
Gran parte del problema della Ferrari è proprio lì, nella difficoltà della ricarica dell'energia. «Le prestazioni arrivano da tutte le componenti, dobbiamo lavorare su ogni tema. Sicuramente abbiamo un deficit in rettilineo, però questo è quasi congelato finché non ci sarà l'aggiornamento consentito dal regolamento sul motore. Possiamo lavorare sull'aerodinamica, sulle gomme, sull'assetto e lo stiamo già facendo: se ti concentri solo su un aspetto della prestazione, perdi il passo», le parole di Vasseur.
Essere la seconda/terza forza del campionato è un buon modo di partire in un anno di rivoluzioni, ma ora serve il salto di qualità perché non bisogna perdere di vista l'obiettivo 2026 ossia, lottare per il titolo. La missione della Ferrari è questa e se entro l'estate non ci sarà il riavvicinamento alla Mercedes bisognerà incominciare a fare i conti. Il vantaggio in partenza è diminuito, ma è rimasto, ora bisogna lavorare sul resto. Consapevoli del fatto che Leclerc in gara è sempre lui: «Hai le palle di acciaio», gli ha detto il suo ingegnere di pista, Bryan Bozzi.
I sorpassi all'esterno su Hamilton e Russell sono stati i suoi autografi sulla gara vissuta in prima persona ai box dal presidente Elkann che però ha scelto la strada del silenzio. Da italiano avrebbe potuto almeno fare i complimenti a Kimi. Almeno per il giro più veloce, specialità a cui tiene tanto.