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Rossa seconda forza, ma che show fra Lewis e Charles

Sorpassi e controsorpassi fra compagni lasciati liberi di lottare. Ma Mercedes lontane

Rossa seconda forza, ma che show fra Lewis e Charles
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Finalmente! Al suo 26° gran premio in rosso, Lewis Hamilton è riuscito a salire su un podio dove nello stesso fotogramma sono racchiusi il passato, il presente e il futuro di questo sport. La Ferrari 2026 è meglio di quella dello scorso anno, ma non è ancora sufficiente per sognare. Tagliare il traguardo a più di 25 da Antonelli, in una gara con quattro giri dietro la Safety Car, significa che non si ha ancora il passo per vincere. Ma almeno c'è l'affidabilità che invece tormenta Red Bull e McLaren (neppure partite).

Hamilton e Leclerc ci hanno anche divertiti con un lungo duello che ha rischiato di trasformarsi in big bang. «Lewis è stato più bravo di me, è andato più forte dalle FP1 e ha meritato il podio ammette Leclerc con la solita sincerità - Alla fine abbiamo dato tutto e io, in gara, mi sono divertito. Purtroppo il passo delle Mercedes è stato impressionante». «La battaglia con Charles è stata bellissima ammette Lewis - Sono molto contento per Kimi, è bello vedere un ragazzo vincere così. È nel team giusto. La differenza con Mercedes è solo potenza, si è visto in rettilineo. Nelle curve siamo allo stesso livello, ora dobbiamo lavorare per raggiungerli e batterli». Si sono divertiti. E ci hanno divertito. Ha fatto bene Vasseur a non fermare la lotta, sarebbe stato assurdo alla seconda gara del campionato invocare un gioco di squadra. La loro lotta ha favorito la fuga di Kimi e il recupero di Russell, ma non sarebbe cambiato nulla contro le Mercedes. Hamilton e Leclerc sono stati bravi a combattersi, anche a toccarsi, ma senza andare oltre i limiti. D'altra parte nella Formula 1 di oggi i sorpassi sono tutti di motore e di energia e non richiedono staccate al limite.

Si può combattere senza farsi male. «È stata una bella battaglia. Per il team, per la F1 e per i fan. Non era giusto congelare le posizioni», ha detto Vasseur senza rivelare quanti battiti avesse il suo cuore in quei minuti.

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